Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
Un cybercriminale russo condannato a 10 anni di prigione per frode pubblicitaria digitale.

Un cybercriminale russo condannato a 10 anni di prigione per frode pubblicitaria digitale.

11 Novembre 2021 16:48

Oggi, presso il tribunale federale di Brooklyn, Aleksandr Zhukov è stato condannato dal giudice distrettuale degli Stati Uniti Eric R. Komitee a 10 anni di reclusione per aver perpetrato uno schema di frode pubblicitaria digitale attraverso il quale l’imputato e i suoi co-cospiratori hanno rubato più di 7 milioni di dollari da Inserzionisti, editori, piattaforme statunitensi e altri nel settore della pubblicità digitale negli Stati Uniti.

La Corte ha anche ordinato a Zhukov di pagare 3.827.493 di dollari. Zhukov, un cittadino russo arrestato in Bulgaria nel 2018, è stato estradato negli Stati Uniti nel 2019 ed è stato condannato a seguito di un processo con giuria nel maggio 2021 per cospirazione per frode telematica, frode telematica, riciclaggio di denaro e riciclaggio di denaro.

Breon Peace, procuratore degli Stati Uniti per il distretto orientale di New York, Michael J. Driscoll, vicedirettore in carica, Federal Bureau of Investigation, New York Field Office (FBI), e Dermot F. Shea, commissario, New York City Il dipartimento di polizia (NYPD), ha annunciato la sentenza.

“Seduto alla tastiera del suo computer in Bulgaria e Russia, Zhukov ha coraggiosamente ideato e realizzato un’elaborata frode multimilionaria contro l’industria della pubblicità digitale e ha colpito migliaia di aziende negli Stati Uniti”

ha dichiarato Peace.

“La sentenza di oggi considera l’imputato responsabile di inganno e del furto totale di oltre 7 milioni di dollari e invia un messaggio potente ai criminali informatici di tutto il mondo che non c’è scampo dalla portata internazionale delle forze dell’ordine”.

Tra settembre 2014 e dicembre 2016, Zhukov ha gestito una presunta rete pubblicitaria – Media Methane – e ha realizzato uno schema di frode pubblicitaria digitale che è diventato noto come “Methbot”.

Media Methane aveva accordi commerciali con altre reti pubblicitarie in base ai quali riceveva un pagamento in cambio dell’inserimento di annunci pubblicitari, principalmente annunci video, sui siti Web.

Invece di inserire annunci pubblicitari sulle pagine Web di veri editori dove gli utenti umani di Internet li avrebbero visti, Zhukov ha affittato più di 2.000 server di computer ospitati in centri dati commerciali a Dallas, in Texas, Amsterdam e Paesi Bassi, e ha programmato i server del centro dati (i “bot”) per simulare le persone che visualizzano gli annunci sulle pagine web.

Per creare l’illusione che gli utenti umani di Internet stessero visualizzando gli annunci pubblicitari caricati su queste pagine Web contraffatte, Zhukov e i suoi co-cospiratori hanno programmato i robot in modo che apparissero e si comportassero come utenti Internet umani: rappresentando falsamente che avevano schermi e mouse, che stavano funzionando sistemi utilizzati per personal computer e che eseguivano browser Internet disponibili in commercio (come Chrome, Internet Explorer e Firefox), quando non lo erano.

Zhukov e i suoi co-cospiratori hanno anche programmato i robot per fare clic su uno schermo un numero di volte determinato casualmente, simulare un mouse che si muove e scorre verso il basso una pagina Web, avviare e arrestare un lettore video a metà strada, ignorare i captcha, accettare i cookie e accedere a servizi di social media popolari come Facebook, Twitter e Google.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella. Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…