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Un’altra università colpita dal ransomware. Vice Society attacca l’università di Innsbruck

Un’altra università colpita dal ransomware. Vice Society attacca l’università di Innsbruck

29 Giugno 2022 20:24

Non è solo l’università di Pisa a subire attacchi ransomware.

Infatti, la cyber gang Vice Society (incontrata recentemente con l’attacco ransomware alle infrastrutture IT del comune di Palermo), ha rivendicato la responsabilità dell’attacco informatico contro l’Università di Medicina di Innsbruck, che ha causato gravi interruzioni del servizio IT e il presunto furto di dati.

L’università ha 3.400 studenti e 2.200 dipendenti e offre ampi servizi di assistenza medica, compresi gli interventi chirurgici.

L’università austriaca ha rivelato un’interruzione IT il 20 giugno 2022, che ha limitato l’accesso ai server e ai sistemi informatici.

Il 21 giugno 2022, il team IT dell’università ha reimpostato tutte le password degli account di 3.400 studenti e 2.200 dipendenti e ha invitato tutti a eseguire un processo manuale di raccolta personale delle nuove credenziali.

Nei giorni successivi, l’università ha gradualmente ripristinato i suoi servizi riavviando le attività nella sua sede principale, che in precedenza era stata messa offline. 

Tuttavia, l’università ha solo menzionato di essere stata attaccata ma non ha fornito ulteriori dettagli nelle  dichiarazioni pubblicate e negli aggiornamenti riportati.

Alcuni file riportati nella directory presente nel DLS di Vice Society

La cyber gang Vice Society invece, ha aggiunto l’Università di Medicina di Innsbruck al suo data leak site (DLS), facendo trapelare un ampio elenco di documenti presumibilmente rubati durante l’attacco informatico della scorsa settimana.

Una revisione dei dati trapelati online conferma che sembrano autentici, comprese le firme dei docenti e altri elementi di autenticità rilevati.

Se si tratta davvero di un attacco ransomware, il fatto che gli hacker abbiano pubblicato tutti i dati e non solo un campione, una settimana intera dopo l’attacco, potrebbe significare che le negoziazioni per il pagamento del riscatto sono giunte a un punto morto, o non ha mai avuto luogo.

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