Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
30 righe di codice da cambiare su Linux per ridurre il consumo energetico dei data center

30 righe di codice da cambiare su Linux per ridurre il consumo energetico dei data center

9 Febbraio 2025 08:45

I data center consumano tra il 2 e il 4% di tutta l’elettricità a livello mondiale e le principali aziende tecnologiche stanno cercando di ridurre questi costi. Le possibili soluzioni includono nuove architetture come l’infrastruttura iperconvergente (HCI) e metodi di raffreddamento innovativi. Tuttavia, il professor Martin Karsten dell’Università di Waterloo offre un modo molto più semplice: modificare solo 30 righe di codice in Linux.

Insieme all’ingegnere Joe Damato di Fastly, il professor Karsten sviluppato Una piccola modifica al kernel Linux che utilizza la modalità quiescenza delle richieste di interrupt (IRQ) per ridurre il carico non necessario sulla CPU e migliorare la gestione del traffico di rete. Questa patch è già inclusa nella nuova versione 6.13 del kernel Linux.

I test hanno dimostrato che la modifica migliora l’efficienza della rete Linux e aumenta la produttività del 45% senza aumentare la latenza. Lo sviluppo si basa sulla ricerca di Karsten e del suo ex studente Peter Tsai, pubblicata nel 2023.

Non abbiamo aggiunto nulla, abbiamo solo cambiato l’ordine in cui venivano eseguite le operazioni, il che ha migliorato significativamente l’utilizzo della cache della CPU nei data center“, spiega Carsten. Egli ritiene che se grandi aziende come Amazon, Google e Meta adottassero questa soluzione, il risparmio energetico potrebbe essere misurato in gigawattora.

Afi Foley, professoressa dell’IEEE presso la Queen’s University di Belfast, sostiene tali iniziative, ma sottolinea che sarà necessario fare molto di più per ridurre drasticamente il consumo di energia. Secondo lei, oltre a ottimizzare il codice, è necessario risolvere i problemi di archiviazione dei dati ridondanti e di passaggio a fonti di energia rinnovabili.

In Russia anche l’azienda Yandex sta lavorando in questa direzione. Di recente ha introdotto uno strumento open source chiamato Perforator che aiuta a ottimizzare il codice, riducendo il carico del server e i costi infrastrutturali. Sergey Skvortsov, responsabile del progetto Perforator, sottolinea che il miglioramento del codice software è uno dei metodi più efficaci per ridurre il consumo energetico nei data center. Secondo lui, Perforator consente di ridurre il carico sui processori fino al 20% senza perdite di prestazioni.

Considerando che i data center consumano fino al 4% dell’elettricità mondiale, tali iniziative possono svolgere un ruolo fondamentale nell’aumentare la resilienza dell’infrastruttura digitale.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella. Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
L’IA non chiede il permesso: sta riscrivendo le regole in fretta e probabilmente male
Massimiliano Brolli - 29/01/2026

L’intelligenza artificiale è entrata nel lavoro senza bussare. Non come una rivoluzione urlata, ma come una presenza costante, quasi banale a forza di ripetersi. Ha cambiato il modo in cui le persone lavorano, sì, ma…

Immagine del sitoCybercrime
Attenzione al “I am not a robot”: la trappola malware che usa Google Calendar
Bajram Zeqiri - 29/01/2026

Una nuova minaccia si aggira, usando la nostra più grande debolezza: l’abitudine. Quante volte, infatti, capita di ritrovarsi a cliccare su caselle di verifica senza pensarci due volte? Ora, pare che i malintenzionati abbiano creato…

Immagine del sitoCybercrime
WinRAR come arma: Google scopre una falla sfruttata da APT e cybercriminali
Bajram Zeqiri - 29/01/2026

La falla di sicurezza in WinRAR, emersa durante la scorsa estate, ha mostrato una diffusione maggiore rispetto alle aspettative. Diverse organizzazioni, sia criminali comuni che gruppi APT finanziati da nazioni, stanno sfruttando attivamente questa vulnerabilità,…

Immagine del sitoCybercrime
Colpo al cuore del cybercrime: RAMP messo offline. Il “tempio” del ransomware cade!
Bajram Zeqiri - 28/01/2026

Il forum RAMP (Russian Anonymous Marketplace), uno dei principali punti di riferimento del cybercrime underground internazionale, è stato ufficialmente chiuso e sequestrato dalle forze dell’ordine statunitensi. La notizia è emersa dopo che il dominio associato…

Immagine del sitoDiritti
La privacy è morta? No, ma è in coma! Cosa celebriamo davvero oggi 28 gennaio
Silvia Felici - 28/01/2026

Oggi è il 28 gennaio e, come ogni anno da un bel po’ di tempo a questa parte, ci ritroviamo a celebrare la Giornata europea della protezione dei dati. È una roba che nasce nel…