Gli avvisi di sicurezza pubblicati dal MITRE(CVE) contenevano collegamenti alla console di amministrazione remota per un certo numero di dispositivi vulnerabili. L’errore che era presente da aprile di quest’anno è stato notato accidentalmente dagli utenti.
In genere, questa sezione fornisce collegamenti a fonti primarie (report, post di blog, demo PoC) che riportano informazioni su una specifica vulnerabilità. A volte i bollettini sulla sicurezza includono collegamenti che confermano l’esistenza di una vulnerabilità, oltre a PoC o descrizioni, ma mai puntano a sistemi vulnerabili.
Alcuni giornalisti hanno condotto delle indagini e hanno cercato di capire come potesse essere sorto questo problema.
Advertising
Molti esperti di sicurezza si affidano ai dati del MITRE e NVD/NIST per informazioni sulle vulnerabilità, il che significa che i collegamenti ai dispositivi vulnerabili si sono diffusi tra molte fonti aperte, fornitori, provider CVE e così via.
È interessante notare che i rappresentanti di MITRE non hanno capito quale fosse il problema e hanno chiesto ai giornalisti: “perché questi siti non dovrebbero essere inclusi nelle raccomandazioni [sulla sicurezza]?”. L’organizzazione ha osservato che in passato MITRE “spesso elencava URL o altri host che potrebbero essere vulnerabili” in bollettini CVE simili.
Una risposta così strana da parte di MITRE ha spinto Bleeping Computer a contattare esperti di sicurezza. Il noto ricercatore sulla sicurezza delle informazioni e analista del CERT/CC Will Dormann ha affermato che ciò che è accaduto è stata una anomalia molto grave.
“È irrispettoso per le parti interessate elencare le istanze vulnerabili attive in un bollettino CVE”
afferma Dormann.
Advertising
Di conseguenza, i giornalisti hanno scoperto indipendentemente che in questo caso, l’articolo dedicato a questa vulnerabilità, pubblicato dai ricercatori cinesi su GitHub, è servito come fonte primaria per quanto accaduto. A quel tempo, il CVE per questa vulnerabilità era “riservato” mentre ora è in attesa di revisione.
Era la versione riservata del bollettino che conteneva collegamenti a dispositivi vulnerabili citati come “esempi”. Cioè, in seguito queste informazioni sono state semplicemente copiate e incollate nel bollettino. Inoltre, quel post originale su GitHub è stato cancellato da tempo.
Vale la pena notare che poche ore dopo aver ricevuto una lettera dai giornalisti, MITRE ha aggiornato il bollettino, rimuovendo da lì tutti i collegamenti di “aiuto” che puntavano a dispositivi vulnerabili.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
E’ un libero professionista, insegnante e perito di informatica Forense, Cyber Security ed Ethical Hacking e Network Management. Ha collaborato con importanti istituti di formazione a livello internazionale e ha esercitato teaching e tutorship in tecniche avanzate di Offensive Security per la NATO ottenendo importanti riconoscimenti dal Governo degli Stati Uniti. Il suo motto è “Studio. Sempre”.
Aree di competenza:Cybersecurity architecture, Threat intelligence, Digital forensics, Offensive security, Incident response & SOAR, Malware analysis, Compliance & frameworks
Dopo il successo delle scorse edizioni, Red Hot Cyber è lieta di annunciare una nuova live-class del corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence". A differenza dei corsi e-learning pre-registrati, queste lezioni online in tempo reale, condotte dal professor Pietro Melillo, offrono un’esperienza formativa interattiva e coinvolgente, ideale per approfondire i contenuti e affrontare casi pratici.
Le Live Class sono progettate per garantire un apprendimento mirato e personalizzato, con un massimo di 14 partecipanti per sessione. Questo consente di adattare il percorso formativo alle esigenze specifiche, ma anche di mantenere alta la qualità: i posti sono limitati e nelle scorse edizioni sono andati in sold-out due settimane prima dell’inizio. Prenota subito per assicurarti il tuo posto!
Docente: Pietro Melillo, PhD presso l’Università del Sannio e docente presso IUSI University
Livello: Intermedio
Durata: 15 ore in Live Class con docente dal vivo
Prerequisiti: Navigazione Internet e conoscenze base di sicurezza informatica
Certificazione : Cyber Threat Intelligence Professional (CTIP) previo superamento dell’esame finale
Opportunità post-corso: Accesso al laboratorio operativo DarkLab per attività pratiche di intelligence
Al termine del corso, potrai accedere all’esclusivo Laboratorio di Intelligence DarkLab, un ambiente operativo dove mettere in pratica le competenze acquisite. Sarà l’occasione per sperimentare attività di investigazione nel Dark Web, analisi delle minacce e redazione di report di intelligence e ricerche approfondite.