Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Analisi del Data Leak di Lockbit e di Babuk Ransomware

Analisi del Data Leak di Lockbit e di Babuk Ransomware

18 Gennaio 2023 07:07

L’evoluzione del ransomware nell’ultimo quinquennio è stata sicuramente caratterizzata da un rateo di crescita e innovazione senza precedenti. La trasformazione di quelle che erano operazioni quasi “artigianali” e non particolarmente mirate a veri e propri franchise del crime online non ha termine di paragone nel (seppure recente) passato di questo mondo. 

Verso la fine del 2022, abbiamo assistito ad una nuova possibile alba su questo fronte. Il giro d’affari generato dalle gang ransomware.

Lockbit 3.0, il gruppo più prolifico in questo mondo, ha infatti subito un data leak del proprio codice sorgente.

L’intero “how to” e il codice del suo ransomware è stato reso pubblico a seguito di probabili dissidi interni ai vertici dell’organizzazione.

Questa spaccatura, inizialmente accolta come nota positiva dagli esperti del settore, ha però generato delle conseguenze inattese. Come un’idra; tagliata una testa ne sono nate due.

Attingendo da questa fonte e aggiungendo qualche linea customizzata, infatti, altri Criminal Hacker hanno dato vita a gruppi di ransomware “clone” o quasi.

Da subito attivi e distruttivi.

In questa analisi realizzata dal SoC team di Swascan, sono stati analizzate le particolarità di questi offshoot e cosa li rende efficaci.

Viene quindi presentata una panoramica di ransomware threats basati sul codice sorgente dei builders di Lockbit 3.0 Ransomware e Babuk Ransomware, i quali sono stati coinvolti in data leaks.

Nei due casi di source code leaking si può notare come le informazioni presenti nel codice siano state utilizzate come base di sviluppo per un nuovo threat behaviour. 

Nel caso di Lockbit 3.0, il codice sorgente del builder della minaccia è stato utilizzato al fine di sviluppare la nuova variante “Bl00dy Ransomware”.

Nel caso invece di Babuk Ransomware, il leaked source code è stato impiegato per creare una variante che, in termini di nomenclatura, differisce ben poco: una lettera “c” aggiunta all’interno del nome originale del ransomware. Altre varianti di Babuk Ransomware includono Rook Ransomware, PayLoad Bin e Babuk Ransomware (versione Novembre 2022). 

Appena dopo il leak del builder di Babuk Ransomware il gruppo ha iniziato lo sviluppo di Babuk V2, mentre un’altra parte del gruppo ha aperto il forum di cybercrime Ramp forums. Ramp forums aveva come obiettivo la divulgazione di informazioni e dettagli in merito a tecniche ed operazioni di RaaS (Ransomware as a Service). 

Le vittime inerenti a Babuk Ransomware (e le sue varianti) includono importanti organizzazioni ed istituzioni, ad esempio: Washington DC Metropolitan Police Department, Houston Rockets, Serco, Kazakh financial institution (Rook Ransomware). Con la nuova variante di Novembre 2022 il threat ha colpito un’enorme infrastruttura di oltre 10.000 servers ed endpoints; come primo step è stato infettato il domain controller, per poi procedere con un’infezione propagata in tutta l’infrastruttura. 

Il resto nell’articolo di Swascan.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber Italia
Azienda automotive italiana nel mirino degli hacker: in vendita l’accesso per 5.000 dollari
Luca Stivali - 30/01/2026

Il 29 gennaio 2026, sul forum BreachForums, l’utente p0ppin ha pubblicato un annuncio di vendita relativo a un presunto accesso amministrativo non autorizzato ai sistemi interni di una “Italian Car Company”. Come spesso accade in questo tipo di annunci, nessun riferimento…

Immagine del sitoCyber News
Ivanti corre ai ripari: falle zero-day colpiscono l’Endpoint Manager Mobile
Redazione RHC - 30/01/2026

Ivanti ha rilasciato una serie di aggiornamenti critici per arginare due vulnerabilità di sicurezza che hanno colpito Ivanti Endpoint Manager Mobile (EPMM). Si tratta di falle sfruttate attivamente in attacchi zero-day, una criticità tale da…

Immagine del sitoCultura
Elk Cloner: Il primo virus informatico della storia nacque come uno scherzo
Silvia Felici - 30/01/2026

Alla fine degli anni 90, Internet era ancora piccolo, lento e per pochi. In quel periodo, essere “smanettoni” significava avere una conoscenza tecnica che sembrava quasi magia agli occhi degli altri. Non era raro che…

Immagine del sitoCultura
Oggi nasceva Douglas Engelbart: l’uomo che ha visto e inventato il futuro digitale
Massimiliano Brolli - 30/01/2026

Certe volte, pensandoci bene, uno si chiede come facciamo a dare per scontato il mondo che ci circonda. Tipo, clicchiamo, scorriamo, digitiamo, e tutto sembra così naturale, quasi fosse sempre stato qui. E invece no,…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA non chiede il permesso: sta riscrivendo le regole in fretta e probabilmente male
Massimiliano Brolli - 29/01/2026

L’intelligenza artificiale è entrata nel lavoro senza bussare. Non come una rivoluzione urlata, ma come una presenza costante, quasi banale a forza di ripetersi. Ha cambiato il modo in cui le persone lavorano, sì, ma…