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Armi Autonome: le Nazioni Unite in Prima Linea Contro i Robot Assassini

Armi Autonome: le Nazioni Unite in Prima Linea Contro i Robot Assassini

4 Gennaio 2024 13:39

Le Nazioni Unite hanno votato una risoluzione che chiede negoziati su un nuovo trattato internazionale che vieterebbe e regolerebbe l’uso di armi autonome. Tali armi sono anche conosciute dome robot o droni killer. La risoluzione è stata approvata da 152 Paesi, con 4 contrari e 11 astenuti.

La Risoluzione 78/241 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite rileva una “serie sfide e preoccupazioni” poste dalle nuove applicazioni tecnologiche nella sfera militare,. Queste comprendono l’intelligenza artificiale autonoma. Mary Wareham di Human Rights Watch ha sottolineato l’urgente necessità che la comunità internazionale affronti la sfida di rimuovere il controllo umano dall’uso della forza.

I progressi tecnologici stanno facilitando lo sviluppo di sistemi autonomi che operano senza un significativo controllo umano. Tali sistemi delegano le decisioni sulla vita e sulla morte alle macchine. La risoluzione chiede al Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres di raccogliere le opinioni dei paesi su queste questioni. Le opinioni riguardano come affrontare le sfide poste dai sistemi d’arma autonomi per realizzare un rapporto all’Assemblea generale entro settembre 2024.


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I paesi che hanno votato contro la risoluzione includono Bielorussia, India, Mali e Russia. Tra i paesi che si sono astenuti figurano Cina, Iran, Israele, Madagascar, Corea del Nord, Niger, Arabia Saudita, Sud Sudan, Siria, Turchia ed Emirati Arabi Uniti. Alcuni di questi stati, tra cui Cina, India, Iran, Israele e Turchia, stanno investendo attivamente in applicazioni militari dell’intelligenza artificiale.

La ragione principale della mancanza di progressi nei negoziati sui sistemi d’arma autonomi letali, è l’approccio consensuale al processo decisionale. Infatti, un paese può respingere una proposta anche se tutti gli altri i paesi sono d’accordo.

Human Rights Watch, co-fondatore della coalizione Stop Killer Robots, chiede negoziati urgenti su un nuovo trattato internazionale. Tale trattato vieterebbe e limiterebbe i sistemi d’arma autonomi per fermare il progresso verso un futuro di uccisioni automatizzate.

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