Come avevamo riportato in passato, la Threat intelligence è una materia fondamentale in questo periodo storico, in quanto ci consente di anticipare le mosse dell’avversario e comprendere quali correttivi implementare all’interno dell’organizzazione, prima che sia troppo tardi.
Anche in questo caso siamo andati a dare una sbirciatina nelle underground relativamente all’incidente del Comune di Palermo.
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Dalle tracce che sono state rilevate da Emanuele de Lucia di Cluster25, giravano già dal 25 di maggio delle credenziali filtrate e poi “Normalizzate” dagli attori delle minacce, pronte ad essere utilizzate per un attacco attivo.
Evidenza delle credenziali nel darkweb dal 25 di maggio
Nella fattispecie si parla di accesso Single Sign On (SSO) all’infrastruttura del comune di Palermo dove la fonte della fuoriuscita delle informazioni è una botnet, anche se al momento stiamo analizzando i dati per comprendere meglio di quale si sta parlando. Di seguito ulteriori informazioni rilevate nelle underground sempre relative al Comune di Palermo.
Ovviamente, non è certo che l’incidente informatico del Comune di Palermo sia partito da questa fuoriuscita di informazioni. Ma sicuramente è una traccia nelle underground che da un buon indizio dal quale iniziare a ragionare.
Il mondo delle botnet è un mondo molto sottovalutato soprattutto in Italia e proprio per questo abbiamo avviato di recente una serie di articoli a riguardo, per sensibilizzare le persone a questa importante minaccia informatica da dove spesso iniziano molte violazioni informatiche.
Per comprendere meglio di cosa si tratta potete leggere il primo report di Talking Cricket, dove spieghiamo con precisione il funzionamento delle botnet e delle tecniche tattiche e procedure TTPs degli attaccanti.
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CISO, Head of Cybersecurity del gruppo Eurosystem SpA. Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA.
Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity. Autore del libro "IL FUTURO PROSSIMO"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Ritorna lunedì 18 e martedì 19 maggio la Red Hot Cyber Conference 2026, l’evento gratuito creato dalla community di Red Hot Cyber, che si terrà a Roma in Via Bari 18, presso il Teatro Italia. L’iniziativa è pensata per promuovere la cultura della sicurezza informatica, dell’innovazione digitale e della consapevolezza del rischio cyber. Rappresenta un punto di incontro tra professionisti, studenti, aziende e appassionati del settore, offrendo contenuti tecnici, workshop e momenti di confronto ad alto valore formativo.
L’edizione 2026 si svolgerà a Roma nelle giornate del 18 e 19 maggio presso il Teatro Italia e includerà attività formative, sessioni pratiche e la tradizionale Capture The Flag. L’evento è completamente gratuito, ma la partecipazione è subordinata a registrazione obbligatoria tramite i canali ufficiali, al fine di garantire una corretta organizzazione e gestione degli accessi.
Le iscrizioni saranno disponibili a partire dal 16 marzo 2026 attraverso la piattaforma Eventbrite, dove sarà possibile registrarsi ai diversi percorsi dell’evento: workshop, conferenza principale e competizione CTF. I link ufficiali di registrazione saranno pubblicati sui canali di Red Hot Cyber e costituiranno l’unico punto valido per la prenotazione dei posti all’evento.