
Nel 2024 il numero di reati informatici ha battuto ogni record e le perdite per aziende e privati hanno raggiunto proporzioni impressionanti. Ciò è affermato dal rapporto annuale del centro crimini su Internet (IC3) dell’FBI. Nel corso dell’anno l’agenzia ha ricevuto quasi 860.000 richieste, ovvero un terzo in più rispetto al 2023.
I danni derivanti da azioni fraudolente e hacker nel 2024, si stima che ammonterà a 16,6 miliardi di dollari, la cifra più alta dalla creazione del centro nel 2000. Solo negli ultimi cinque anni, l’IC3 ha registrato 4,2 milioni di denunce per un totale di 50,5 miliardi di dollari di danni.
Le frodi restano la principale fonte di perdite e il ransomware ha nuovamente conquistato il primo posto tra le minacce alle infrastrutture critiche. I reclami relativi agli attacchi ransomware sono aumentati del 9% e rappresentano quasi la metà di tutti i casi segnalati in questa categoria, ovvero 3.165 incidenti. L’FBI sottolinea che, nonostante le misure attive per contrastare gli aggressori, la portata delle minacce informatiche continua a crescere.
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Il rapporto dedica particolare attenzione alla lotta contro il gruppo LockBit, uno dei più attivi nel campo degli attacchi ransomware. Negli ultimi due anni, l’agenzia ha fornito alle vittime più di 1.000 chiavi per decriptare i dati, aiutandole così a evitare pagamenti per un totale di oltre 800 milioni di dollari. Tuttavia, l’FBI ha osservato che le cifre effettive potrebbero essere ancora più elevate, poiché non tutte le vittime denunciano i reati.
L’FBI cita come ragioni di questa crescita la crescente digitalizzazione della vita e sottolinea una maggiore consapevolezza tra i cittadini, che hanno iniziato a contattare l’FBI più spesso. Il rapporto si è concentrato in particolare sulle frodi a livello internazionale. Un numero significativo di attacchi proviene da call center in India e Ghana, da dove si diffondono varie forme di criminalità informatica. La lotta a tali schemi è stata riconosciuta come priorità nazionale, anche se non sono ancora state rese note misure specifiche in questa direzione.
In totale, l’IC3 ha registrato 859.532 reclami, di cui più di un quarto (256.256) riguardavano reali perdite finanziarie. L’importo medio dei danni è stato di 19.372 dollari. La categoria più vulnerabile resta quella degli anziani: sono pervenute 147.127 denunce da parte di persone con più di 60 anni, per un totale di perdite pari a 4,8 miliardi di dollari.
La forma di attacco più diffusa resta il phishing e le sue varianti, con quasi 200.000 denunce. Seguono i casi di estorsione (86.000), le fughe di dati personali (quasi 65.000), le frodi con beni e servizi non pagati (circa 50.000) e le truffe sugli investimenti (oltre 47.000 richieste).
L’agenzia ha attirato l’attenzione anche su un nuovo tipo di frode: i truffatori hanno iniziato a spacciarsi per dipendenti dell’IC3 e a offrire assistenza nella restituzione del denaro rubato, estorcendo in realtà ancora più denaro alle vittime. Secondo gli analisti, con la crescente fiducia nell’IC3, i truffatori sfruttano sempre più il nome dell’agenzia per nuovi stratagemmi.
L’FBI sottolinea che le minacce informatiche stanno diventando sempre più sofisticate e diffuse e possono essere contrastate solo attraverso la consapevolezza collettiva, il coinvolgimento proattivo delle vittime e il coordinamento internazionale.
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