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Coinbase USA:  Threat Actor dichiara di vendere un database di 600.000 utenti

Coinbase USA:  Threat Actor dichiara di vendere un database di 600.000 utenti

1 Luglio 2024 16:28

Nelle ultime ore, è emersa una nuova e preoccupante minaccia informatica. Un threat actor ha dichiarato di essere in possesso e di voler vendere un database contenente le informazioni di 600.000 utenti statunitensi della piattaforma Coinbase. Questa notizia solleva gravi preoccupazioni sulla sicurezza e la privacy dei dati personali degli utenti.

Dettagli del database

Secondo l’annuncio pubblicato su un forum di hacking, il database comprende informazioni dettagliate degli utenti, tra cui:

  • Nome
  • Cognome
  • Indirizzo email
  • Numero di telefono
  • Paese di residenza

Queste informazioni, se cadono nelle mani sbagliate, possono essere utilizzate per una varietà di attività illecite, come il furto d’identità, frodi finanziarie e attacchi di phishing.

Attualmente, non siamo in grado di confermare con precisione l’accuratezza delle informazioni riportate, poiché non è stato rilasciato alcun comunicato stampa ufficiale sul sito web riguardante l’incidente.

La sicurezza dei dati su Coinbase

Coinbase è una delle piattaforme di criptovalute più popolari al mondo, con milioni di utenti che si affidano ai suoi servizi per acquistare, vendere e conservare criptovalute. La piattaforma ha sempre dichiarato di adottare misure di sicurezza avanzate per proteggere i dati dei suoi utenti. Tuttavia, questo incidente mette in discussione l’efficacia di tali misure e solleva interrogativi su come il database sia stato compromesso.

Le possibili conseguenze per gli utenti

Gli utenti i cui dati sono stati compromessi potrebbero trovarsi di fronte a diversi rischi. Le informazioni personali, come il numero di telefono e l’email, possono essere utilizzate per attacchi mirati di phishing, dove i criminali cercano di ingannare le vittime per ottenere ulteriori informazioni sensibili o accesso ai loro account finanziari. Inoltre, il furto d’identità è una minaccia reale, poiché i dati rubati possono essere utilizzati per aprire nuovi conti bancari o richiedere prestiti a nome delle vittime.

La risposta di Coinbase

Al momento della stesura di questo articolo, Coinbase non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale riguardo l’incidente. Gli utenti attendono con ansia ulteriori informazioni e chiarimenti su come l’azienda intenda affrontare questa violazione e proteggere i dati degli utenti in futuro.

Conclusioni

Questo incidente evidenzia ancora una volta l’importanza della sicurezza informatica e della protezione dei dati personali. Gli utenti devono rimanere vigili e adottare misure preventive per proteggere le proprie informazioni. Allo stesso tempo, le aziende come Coinbase devono continuare a migliorare le loro difese contro le minacce informatiche per garantire la sicurezza dei dati dei loro clienti.

Come nostra consuetudine, lasciamo sempre spazio ad una dichiarazione da parte dell’azienda qualora voglia darci degli aggiornamenti sulla vicenda. Saremo lieti di pubblicare tali informazioni con uno specifico articolo dando risalto alla questione.

RHC Dark Lab monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono utilizzare la mail crittografata del whistleblower.

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Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

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