Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Fortinet 970x120px
Banner Ancharia Mobile 1
Dedigitalization: Le Asl vietano internet e social ai dipendenti dopo gli attacchi cyber.

Dedigitalization: Le Asl vietano internet e social ai dipendenti dopo gli attacchi cyber.

8 Ottobre 2021 09:48

Se c’è stato un incidente mortale su una autostrada dovuto ad un eccesso di velocità, si vieta l’utilizzo delle macchine?

No, si cerca di rendere consapevoli le persone che andando oltre ad una certa velocità, si può incorrere ad un rischio, si implementano dei sistemi di controllo che disincentivano gli eccessi di velocità attraverso multe o ritiro della patente, si avvia un “programma”, per poter reagire al problema e si formano le persone.

Questo vale anche per la sicurezza informatica.

Non si risolve il problema “vietando” l’accesso ad internet, perché in questo caso si parla di “dedigitalization“, un triste ritorno agli anni 90, e non di migliorare la resilienza agli attacchi informatici.

Per poter ridurre i rischi di un attacco di rilievo, occorre avviare un percorso per arrivare proprio a quella consapevolezza che dicevamo prima. Questo percorso è lungo e tortuoso, oltre al fatto che deve essere guidato da persone esperte nella gestione di questi specifici programmi, detti “programmi cyber”, dei quali parliamo costantemente su questo blog.

Ritornando al titolo, la nostra PA inizia a pensare che eliminando la possibilità di accedere ad internet ai dipendenti dopo gli attacchi di rilievo di questa estate (Regione Lazio e San Giovanni Addolorata), si possa risolvere il problema.

Infatti i dipendenti della Asl di Rieti non potranno più connettersi a motori di ricerca o social-network, ma solo programmi e siti aziendali quando sono in ufficio o anche in smart-working.

Questo di fatto è l’applicazione di quanto richiesto dalla stessa Regione Lazio verso le aziende sanitarie:

“chiare raccomandazioni in ordine al livello di sicurezza informatico da adottare”

che ha fornito un documento tecnico contenente “accorgimenti operativi”, “attività preventive” e “attività reattive”. L’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, aveva anche aggiunto che era:

“richiesto di innalzare il grado di resilienza ad eventi che possano causare la perdita dei dati, adottando delle soluzioni tecniche ed assegnando a queste attività una priorità elevatissima”.

La soluzione tecnica è stata quindi il divieto nell’utilizzo della tecnologia. Quindi stacchiamo gli apparati biomedicale dalla rete per l’aggiornamento delle patch? Ci potrebbe essere il rischio di un accesso illecito e di un movimento laterale?

Ad adeguarsi alle raccomandazioni regionali sono l’ospedale Sant’Andrea, con l’affidamento di nuovi servizi di sicurezza con spesa di un milione e mezzo di euro, oltre l’Asl di Rieti.

E l’Asl reatina ha appena varato un apposito

“Regolamento per l’utilizzo degli strumenti elettronici, della posta elettronica e della rete Internet in ambito lavorativo”.

Avvertendo i dipendenti che

“l’omessa osservanza delle misure previste dal presente Regolamento può esporre i destinatari – ove ne ricorrano i presupposti contrattuali e di legge – a provvedimenti disciplinari”

E il regolamento aggiunge:

“E’ vietato agli Utenti installare o eseguire autonomamente altri programmi, sussistendo – tra l’altro – il grave pericolo di introdurre virus informatici nel sistema IT aziendale e/o di alterare la funzionalità delle applicazioni software esistenti. L’inosservanza di tale divieto espone la stessa ASL a gravi danni e responsabilità civili … è assolutamente proibito, in particolare, effettuare collegamenti verso l’esterno di qualsiasi tipo (tramite modem, connect card ecc.) utilizzando un personal computer che sia contemporaneamente collegato alla rete aziendale”.

Delle dedigitalization forse siamo stati i primi a parlarne in italia, quando tutti erano positivamente travolti della digitalizzazione, anche se già allora si intravedevano delle forme di “allontanamento” dal digitale, sempre alla fine dovuto ad incidenti informatici.

Ti è piaciutno questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La redazione di Red Hot Cyber è composta da professionisti del settore IT e della sicurezza informatica, affiancati da una rete di fonti qualificate che operano anche in forma riservata. Il team lavora quotidianamente nell’analisi, verifica e pubblicazione di notizie, approfondimenti e segnalazioni su cybersecurity, tecnologia e minacce digitali, con particolare attenzione all’accuratezza delle informazioni e alla tutela delle fonti. Le informazioni pubblicate derivano da attività di ricerca diretta, esperienza sul campo e contributi provenienti da contesti operativi nazionali e internazionali.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoHacking
Arriva Windows X-Lite! Il Windows 11 ottimizzato per PC che tutti aspettavano
Redazione RHC - 31/12/2025

Il 31 dicembre, per i giocatori e gli utenti di computer più vecchi che puntano alle massime prestazioni, la versione ufficiale di Windows 11 sembra essere spesso troppo pesante. Tuttavia, il celebre Windows X-Lite ha…

Immagine del sitoCyber Italia
Italia 2025: ransomware in crescita. Nel 2026 più notifiche, più casi
Sandro Sana - 31/12/2025

Nel 2025 il ransomware in Italia non ha “alzato la testa”. Ce l’aveva già alzata da anni. Noi, semmai, abbiamo continuato a far finta di niente. E i numeri – quelli che finiscono in vetrina,…

Immagine del sitoCyberpolitica
Telegram e abusi su minori: perché il calo dei ban nel 2025 non è una buona notizia
Simone D'Agostino - 31/12/2025

Ogni giorno Telegram pubblica, attraverso il canale ufficiale Stop Child Abuse, il numero di gruppi e canali rimossi perché riconducibili ad abusi su minori. Il confronto più significativo emerge osservando le sequenze di fine anno,…

Immagine del sitoCybercrime
Invece di salvare le aziende dal ransomware, le attaccavano. Due esperti affiliati di BlackCat
Redazione RHC - 31/12/2025

Nel panorama delle indagini sui crimini informatici, alcuni casi assumono un rilievo particolare non solo per l’entità dei danni economici, ma per il profilo delle persone coinvolte. Le inchieste sul ransomware, spesso associate a gruppi…

Immagine del sitoCybercrime
Cybercrime 2026: Quando gli attacchi informatici diventano violenza reale
Redazione RHC - 31/12/2025

Nel 2025, la criminalità informatica andrà sempre più oltre il “semplice denaro”: gli attacchi non riguardano solo fatture per tempi di inattività e pagamenti di riscatti, ma anche conseguenze umane reali, dalle interruzioni dell’assistenza sanitaria…