
A novembre scorso, una hacker russa è stata incarcerata per la terza volta a Genova, rivelando il coinvolgimento in una complessa rete di frodi informatiche e riciclaggio. La donna, 44enne di origini siberiane, è stata identificata come il terminale italiano di un’organizzazione dedita a queste attività criminali.
La storia della donna è segnata da ripetuti arresti. Nonostante sia stata portata in carcere per la prima volta nell’ottobre 2021, ha continuato a commettere reati informatici anche mentre si trovava agli arresti domiciliari. Nel giugno 2022, è stata nuovamente incarcerata. Tuttavia, dopo essere stata rilasciata e posta agli arresti domiciliari presso un’associazione di volontariato, ha ripreso i contatti con i suoi complici, proseguendo con le attività illecite fino al suo terzo arresto nel 2023.

Le indagini condotte dalla polizia postale della Liguria, coordinate dalla Procura di Genova, hanno portato all’individuazione di due complici della hacker russa. Grazie all’analisi dettagliata dei dispositivi informatici sequestrati, gli investigatori sono riusciti a sbloccare numerosi telefoni e dispositivi in uso alla donna, nonostante il suo rifiuto di fornire le password di accesso.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
I complici, una ventitreenne cubana e un trentunenne ivoriano, hanno aiutato la donna ad aprire fraudolentemente conti correnti e carte di credito sia in Italia che in altri paesi europei. Hanno anche attivato carte ottenute tramite il dark web e gestito pos di pagamento intestati a una società di riparazione di cellulari nel centro storico di Genova, poi chiusa. Inoltre, i due complici hanno monetizzato i proventi illeciti in più occasioni.
Il provento dei reati è stato stimato in diversi milioni di euro. Parte di questi fondi è stata investita in criptovalute.
Attualmente, gli esperti della sezione Financial Cybercrime della Polizia Postale stanno approfondendo le indagini per individuare i possibili punti di cash out e tracciare il flusso dei soldi illeciti.
La donna, considerata una tranquilla madre di famiglia nella vita quotidiana, si è rivelata un’esperta hacker coinvolta in attività criminali sofisticate.
La sua resistenza a collaborare con le forze dell’ordine e la capacità di riprendere le attività illegali dopo ogni arresto sottolineano la complessità e la determinazione dell’organizzazione di cui faceva parte. Le indagini proseguono per smantellare completamente la rete e recuperare i fondi illeciti.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CulturaLinus Torvalds, il creatore di Linux, ha espresso una posizione ferma e senza mezze misure riguardo al dibattito sull’integrazione e l’uso di strumenti di intelligenza artificiale nella scrittura e revisione del codice del kernel di…
CybercrimeNel mondo di oggi la tecnologia non è più un mero strumento di efficienza o comodità, ma una leva geopolitica di primaria importanza. L’accesso a infrastrutture digitali, piattaforme cloud e sistemi di comunicazione non è…
CybercrimeImmaginate una situazione in cui Internet sembra funzionare, ma i siti web non si aprono oltre la prima schermata, le app di messaggistica sono intermittenti e le aziende sono in continuo cambiamento. Secondo gli autori…
CulturaRecentemente, una bobina di nastro magnetico è rimasta in un normale armadio universitario per mezzo secolo, e ora è improvvisamente diventata una scoperta di “archeologia informatica del secolo“. Un nastro con la scritta “UNIX Original…
CybercrimeUn massiccio archivio digitale contenente le informazioni private di circa 17,5 milioni di utenti Instagram sembrerebbe essere finito nelle mani dei cybercriminali. Qualche ora fa è stato segnalato l’allarme dopo che diversi utenti su Reddit…