Di giorno mamma e di notte hacker. La storia di una donna russa di Genova.
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Di giorno mamma e di notte hacker. La storia di una donna russa di Genova.

Di giorno mamma e di notte hacker. La storia di una donna russa di Genova.

Redazione RHC : 11 Ottobre 2021 18:27

La Polizia Postale e il Tribunale di Genova, hanno arrestato una donna 40enne di origine russa, la quale faceva parte di un’organizzazione inpegnata in frodi informatiche, ricettazione e riciclaggio di denaro sporco.

Di giorno era una tranquilla madre di famiglia, ma di notte si trasformava in una avvenente esperta di criminalità informatica.

La donna era un ingegnere informatico con la passione per le criptovalute e le carte di credito.

La polizia postale, al termine di una complessa indagine, ha arrestato la donna la quale una volta rubate le carte di credito e i fondi degli utenti, creava nuove identità e ritirava presso dei punti di recapito sempre diversi della provincia di Genova, gli oggetti che acquistava sui portali di e-commerce.

La 40enne si presentava presso i punti di ritiro munita di documenti falsi o reclutava terze persone che, dietro compenso, ritiravano i pacchi al posto suo.

Si trattava di telefonini di ultima generazione o materiale elettronico di altissima qualità, che poi spediva in Russia a soggetti appartenenti all’organizzazione, oppure venivano messi in vendita sui noti portali dedicati di e-commerce.

I guadagni venivano riciclati tramite l’acquisto di altra criptovaluta presso degli exchange internazionali.

Gli investigatori della Polizia Postale, grazie ad altre indagini, hanno scoperto che la donna collaborava con una organizzazione transnazionale dedita alle frodi telematiche, al riciclaggio, con la conseguente emissione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dell’indagata.

Nel corso della perquisizioni, gli investigatori della sezione financial cybercrime della Polizia Postale hanno sequestrato numerosi Pos e centinaia di carte di credito appositamente attivate per riciclare i proventi derivanti da truffe e frodi informatiche.

E’ tuttora al vaglio degli investigatori l’analisi del corposo materiale informatico sequestrato.

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