Diritto informatico: il sottile confine tra diritto di cronaca e diffamazione online.

Aggiornamento: mag 31


Autore: Roberto Capra

Data Pubblicazione: 20/04/2021


Il “diritto di cronaca” ha le sue radici nell’art. 21 Cost., in quanto libera manifestazione del pensiero e si distingue dalle varie forme di espressione in quanto si manifesta attraverso la narrazione di fatti, seppur talvolta da un punto di vista fortemente soggettivo, e si rivolge alla collettività indiscriminata.


Normalmente i limiti alla libertà di manifestazione del pensiero sono rappresentati dal rispetto di quei diritti inviolabili che l’art. 2 Cost. garantisce: concetti come onore, decoro, reputazione, ovvero quei diritti della persona tutelati da norme di legge; il diritto di cronaca, tuttavia, ha una tutela “rafforzata” e prevale sul diritto dei singoli di fronte all'esigenza informativa, a condizione di non eccedere il diritto di informazione e di non ledere in maniera arbitraria onore e decoro di persone, aziende o Istituzioni.


La norma penale che si occupa di diffamazione ha una formulazione estremamente generica, ma la giustizia – chiamata a decidere su tali questioni innumerevoli volte – nel tempo ha creato un quadro che traccia i confini tra cronaca e diffamazione.

Sebbene i nostri tribunali si siano sempre occupati di tali questioni, possiamo citare l’importante sentenza Cass. 18 ottobre 1984, n. 5259 che “scrisse” il cosiddetto “decalogo del giornalista”, chiarendo i requisiti essenziali per l’esercizio del diritto di cronaca.


In essa vengono fissati 3 punti principali, che devono coesistere:


  1. la verità dei fatti (oggettiva o “putativa”);

  2. l’interesse pubblico alla notizia;

  3. la continenza formale, ossia la corretta e civile esposizione dei fatti. In assenza anche di uno solo di questi requisiti, non si può più parlare di cronaca.


Prima di proseguire, va chiarito che il diritto di cronaca (con i relativi limiti) non è un’esclusiva dei giornalisti professionisti, ma può coprire tutti coloro che in qualche modo narrino dei fatti attraverso un mezzo tecnicamente idoneo allo scopo, ivi inclusi i social network.


Anche su Internet debbono essere mantenuti gli stessi criteri di veridicità, interesse e continenza prescritti per ciascun mezzo di comunicazione: in questo senso si è espressa Cassazione con la sentenza 31392 del 25/07/2008, secondo la quale “I requisiti della rilevanza sociale, verità obiettiva e continenza, costituiscono condizione essenziale per l’esercizio del diritto di critica e di cronaca, e devono pertanto essere rispettati anche per le informazioni diffuse tramite Internet, salvo incorrere, nel caso contrario, nelle sanzioni previste per il reato di diffamazione”.


Per essere ancor più precisi, va detto che, per la pubblicazione delle notizie su Internet, vi dovrebbe essere un’attenzione molto maggiore rispetto alla pubblicazione delle medesime sulla carta stampata: questo in quanto la rete è un mezzo di comunicazione a diffusione ampia e rapida, considerato “particolarmente potente” anche dalla Corte di Cassazione.


Tale rapidità di diffusione, unita ad una difficoltà (o addirittura impossibilità) di rimozione dei contenuti potrebbero portare a conseguenze dannose e perduranti nel tempo in caso di notizie false e\o diffamatorie.

Il diritto di cronaca non attiene solo alla narrazione fattuale degli eventi, ma anche alla narrazione dei rapporti e delle esperienze avute dagli utenti nelle attività di compravendita.