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Facebook Dating: arriva l’age verification made in Meta

Facebook Dating: arriva l’age verification made in Meta

7 Dicembre 2022 07:29

Meta ha annunciato l’inserimento di un sistema di age verification all’interno di Facebook Dating, la funzione dell’app che consente di ricercare incontri con partner basandosi su interessi comuni, localizzazione e altre informazioni inserite da parte dell’utente.

Ma se per Instagram il servizio viene fornito da Yoti, un’azienda londinese specializzata nello sviluppo di sistemi di age e ID verification, qui Meta intende utilizzare strumenti propri al momento presentati come “alternativi” a Yoti.

Da come viene presentato, si tratta di age detection technology and verification tools e dunque sistemi di rilevazione e verifica basati su software di intelligenza artificiale.

E dunque, viene di fatto inserito un sistema persistente di monitoraggio biometrico relativo a comportamenti e immagini, nei confronti di tutti gli utenti del social network. Qualora vi siano dubbi circa la possibile minore età del soggetto, o altrimenti una discrepanza fra età dichiarata e rilevata attraverso le evidenze, viene richiesto di confermare la propria età selezionando una delle due opzioni disponibili: caricare un proprio video selfie di riconoscimento seguendo delle istruzioni, o altrimenti la copia di un documento di identità.

Nel primo caso viene impiegato il servizio di Yoti, che fornisce come output la stima dell’età del soggetto e cancella immediatamente l’immagine. Nulla però si dice dell’impiego dell’età rilevata e la sua correlazione al profilo o a determinati comportamenti. Non solo: il principio di privacy by default imporrebbe di selezionare l’opzione resa disponibile da Yoti per cui non viene resa l’età stimata, bensì solo un output di tipo UNDER/OVER un limite d’età preimpostato.

Nel secondo caso, sembra che il documento possa essere conservato fino ad un anno per il miglioramento dei sistemi di rilevamento di documenti di identità falsi e usi impropri correlati.

Insomma: per quanto l’intento dichiarato consista nel rafforzamento della tutela dei minori, impedendo agli stessi l’accesso alla piattaforma di dating o escludendoli, rimangono irrisolti molti nodi critici che riguardano in via principale la protezione dei dati personali, ma non si esauriscono all’interno di tale ambito. Infatti, quel che molti possono ragionevolmente temere sono le possibilità di un secondary use del dato di verifica dell’età da parte della piattaforma, dal momento che per quanto non sia nativamente identificativo da parte di Yoti lo diviene nel momento in cui è associato ad un profilo contenente informazioni personali.

Ci si domanda inoltre fino a che punto possa essere considerato come accettabile un monitoraggio pervasivo del comportamento degli utenti, e soprattutto se la sua profondità sia proporzionata rispetto agli scopi di tutela cui vorrebbe provvedere nel momento in cui coinvolge anche commenti, interazioni o messaggi privati ad esempio.

Al momento il sistema è attivo solo per gli Stati Uniti. Ma così come per Instagram, è prevista una roadmap di implementazione che lo attiverà anche all’interno dell’Unione Europea.

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Stefano Gazzella 300x300
Privacy Officer e Data Protection Officer, è Of Counsel per Area Legale. Si occupa di protezione dei dati personali e, per la gestione della sicurezza delle informazioni nelle organizzazioni, pone attenzione alle tematiche relative all’ingegneria sociale. Responsabile del comitato scientifico di Assoinfluencer, coordina le attività di ricerca, pubblicazione e divulgazione. Giornalista pubblicista, scrive su temi collegati a diritti di quarta generazione, nuove tecnologie e sicurezza delle informazioni.
Aree di competenza: Privacy, GDPR, Data Protection Officer, Legal tech, Diritti, Meme
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