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Accendi la luce! La password wifi può essere rubata dalle lampadine intelligenti TP-Link

Accendi la luce! La password wifi può essere rubata dalle lampadine intelligenti TP-Link

22 Agosto 2023 17:04

I ricercatori dell’Università di Catania in Italia e dell’Università di Londra hanno scoperto quattro vulnerabilità nelle lampadine intelligenti TP-Link Tapo L530E e nell’app TP-Link Tapo. Questi difetti possono aprire la strada alle credenziali Wi-Fi per qualsiasi utente malintenzionato.

TP-Link Tapo L530E è uno dei leader nelle vendite su vari siti, anche grandi come Amazon. L’app per il controllo dei dispositivi intelligenti ha oltre 10 milioni di download

I ricercatori hanno deciso di studiare questo prodotto non solo per la sua popolarità, ma anche per far prestare attenzione ai problemi di sicurezza comuni nei meccanismi dell’Internet delle cose (IoT).

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La prima vulnerabilità scoperta (CVSS v3.1:8.8) è legata all’autenticazione debole. Sarà facile per un utente malintenzionato effettuare un attacco Man-In-The-Middle imitando un dispositivo per scambiare chiavi di sessione e ottenere l’accesso all’applicazione Tapo. 

Dall’applicazione vengono estratti il ​​nome Wi-Fi e la password della vittima , che successivamente consentirà di gestire tutti i dispositivi di rete.

Utilizzando la seconda vulnerabilità (CVSS v3.1: 7.6), i malintenzionati possono sfruttare un breve checksum predefinito (hardcoded). Inoltre, il metodo della “forza bruta” aiuterà a decrittografare questo valore e ad aggirare il sistema di sicurezza.

Un vreve checksum è un piccolo insieme di dati ricavato da una grande quantità di informazioni per una verifica rapida. Lo strumento è utile per trovare errori nel codice o per assicurarsi che i file non siano stati modificati.

Il terzo problema è la mancanza di elementi casuali nella crittografia simmetrica. Nella crittografia di sicurezza, la casualità gioca un ruolo chiave: meno un sistema è prevedibile, più è difficile da violarlo.

La quarta vulnerabilità è legata al fatto che la pertinenza dei messaggi non viene verificata in alcun modo. Le chiavi di sessione rimangono valide per 24 ore, il che dà all’aggressore mano libera per intercettare i messaggi. Ciò ti consentirà di manipolare il sistema o ottenere l’accesso a informazioni sensibili.

I ricercatori hanno prontamente riferito i loro risultati a TP-Link, che ha riconosciuto tutti i problemi e ha deciso di rilasciare delle patch nel prossimo futuro. Tuttavia, non è ancora noto se le correzioni siano state implementate.

Per migliorare la sicurezza dei dispositivi IoT, si consiglia di isolarli dalle reti critiche, aggiornare regolarmente firmware e applicazioni e utilizzare l’autenticazione a due fattori e password complesse.



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Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione