Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Game Over: Cloudflare e il caos sui browser meno diffusi!

Game Over: Cloudflare e il caos sui browser meno diffusi!

9 Marzo 2025 08:40

Gli utenti di alcuni browser meno diffusi lamentano problemi di accesso a vari siti dovuti al funzionamento dei sistemi Cloudflare. I giornalisti del The Register riferiscono che la loro attenzione su questo problema è stata attirata dagli utenti, dagli specialisti della sicurezza informatica e dagli sviluppatori del browser open source Pale Moon.

Sembra che gli utenti si lamentino regolarmente della mancata disponibilità del sito web relativo al forum di Cloudflare, ma l’azienda non sembra prestarvi attenzione. Ad esempio, i ricercatori hanno trovato segnalazioni di problemi relativi a Cloudflare e al blocco di siti web risalenti al 2015 , al 2022 , a marzo e luglio 2024 e a gennaio 2025.

I problemi sorgono perché Cloudflare mira a combattere le botnet e gli attacchi DDoS rilevando e bloccando qualsiasi attività sospetta. Ad esempio, dispositivi infetti che fanno parte di botnet ed eseguono determinati script. Un modo per rilevarli è controllare l’agente del browser e, se non proviene da un browser noto, bloccarlo.

Purtroppo l’elenco dei browser accettabili è limitato e include solo le ultime versioni di browser noti come Chrome (e i suoi numerosi derivati) e Firefox. Di norma, gli utenti delle ultime versioni dei browser Pale Moon, Falkon e SeaMonkey riscontrano problemi di blocco.

Le ultime note di rilascio di Pale Moon indicano che gli sviluppatori stanno cercando di risolvere questo problema, che spesso provoca il blocco del browser, la mancata risposta alle richieste o l’arresto anomalo del sistema. Anche alcuni utenti di Firefox 115 ESR (l’ultima versione per macOS 10.13 e Windows 7) riscontrano problemi di blocco. Tra i siti frequentemente interessati dal problema ci sono science.org, steamdb.info, convertapi.com e persino community.cloudflare.com.

Allo stesso tempo, secondo alcuni partecipanti alla discussione del problema su Hacker News, Cloudflare potrebbe considerare un’attività sospetta non solo l’utilizzo di browser o sistemi operativi di nicchia, ma anche una richiesta di un URL senza specificare un ID di riferimento. Mentre un utente prudente può bloccare il tracciamento, per il provider CDN tale attività è un segnale che le azioni non sono eseguite da un essere umano.

I giornalisti sottolineano che il supporto tecnico di Cloudflare è principalmente incentrato sui clienti aziendali e che gli utenti comuni possono solo lamentarsi di ciò che accade sui forum della community. Tuttavia, a giudicare dal numero di messaggi riguardanti il ​​blocco, l’azienda non monitora i forum per segnalazioni di problemi.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
L’IA non chiede il permesso: sta riscrivendo le regole in fretta e probabilmente male
Massimiliano Brolli - 29/01/2026

L’intelligenza artificiale è entrata nel lavoro senza bussare. Non come una rivoluzione urlata, ma come una presenza costante, quasi banale a forza di ripetersi. Ha cambiato il modo in cui le persone lavorano, sì, ma…

Immagine del sitoCybercrime
Attenzione al “I am not a robot”: la trappola malware che usa Google Calendar
Bajram Zeqiri - 29/01/2026

Una nuova minaccia si aggira, usando la nostra più grande debolezza: l’abitudine. Quante volte, infatti, capita di ritrovarsi a cliccare su caselle di verifica senza pensarci due volte? Ora, pare che i malintenzionati abbiano creato…

Immagine del sitoCybercrime
WinRAR come arma: Google scopre una falla sfruttata da APT e cybercriminali
Bajram Zeqiri - 29/01/2026

La falla di sicurezza in WinRAR, emersa durante la scorsa estate, ha mostrato una diffusione maggiore rispetto alle aspettative. Diverse organizzazioni, sia criminali comuni che gruppi APT finanziati da nazioni, stanno sfruttando attivamente questa vulnerabilità,…

Immagine del sitoCybercrime
Colpo al cuore del cybercrime: RAMP messo offline. Il “tempio” del ransomware cade!
Bajram Zeqiri - 28/01/2026

Il forum RAMP (Russian Anonymous Marketplace), uno dei principali punti di riferimento del cybercrime underground internazionale, è stato ufficialmente chiuso e sequestrato dalle forze dell’ordine statunitensi. La notizia è emersa dopo che il dominio associato…

Immagine del sitoDiritti
La privacy è morta? No, ma è in coma! Cosa celebriamo davvero oggi 28 gennaio
Silvia Felici - 28/01/2026

Oggi è il 28 gennaio e, come ogni anno da un bel po’ di tempo a questa parte, ci ritroviamo a celebrare la Giornata europea della protezione dei dati. È una roba che nasce nel…