Gli analisti di Check Point hanno notato che nei forum di hacker in lingua russa si sta discutendo attivamente del bypass del blocco geografico, a causa del quale il modello linguistico OpenAI ChatGPT non è disponibile in Russia.
L’argomento della creazione di malware utilizzando ChatGPT è già oggetto di attenti studi da parte della comunità della sicurezza informatica e gli esperimenti condotti da specialisti dimostrano che un tale utilizzo dello strumento è davvero possibile.
Ad esempio, un recente rapporto di CyberArk descrive in dettaglio come creare malware polimorfico utilizzando ChatGPT, con i ricercatori che pianificano di pubblicare presto parte del loro lavoro “per scopi didattici”.
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Schema di interazione tra ChatGPT e malware
Infatti, CyberArk è riuscito a bypassare i filtri dei contenuti di ChatGPT e ha dimostrato come “con uno sforzo e un investimento minimo da parte di un utente malintenzionato, è possibile interrogare continuamente ChatGPT, ricevendo ogni volta un pezzo di codice univoco, funzionale e verificato”.
Esempio di Iniezione DLL di base in explorer.exe dove il codice non è ancora completamente completato
“Ciò si traduce in malware polimorfico che non mostra comportamenti dannosi quando viene archiviato su disco, poiché riceve il codice da ChatGPT e quindi lo esegue senza lasciare traccia nella memoria. Inoltre, abbiamo sempre l’opportunità di chiedere a ChatGPT di modificare il codice”, hanno affermato gli esperti.
A loro volta, i ricercatori di Check Point avvertono dell’interesse in rapida crescita degli hacker per ChatGPT, in quanto può aiutarli a migliorare le loro attività dannose.
I forum di hacking stanno già condividendo suggerimenti su come aggirare il blocco IP della federazione russa.
“Riteniamo che molto probabilmente questi hacker stiano cercando di implementare e testare ChatGPT nelle loro operazioni criminali quotidiane. Gli aggressori stanno diventando sempre più interessati a ChatGPT perché la tecnologia di intelligenza artificiale può rendere il cybercrime maggiormente efficiente e conveniente.
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Per dimostrare le loro parole, i ricercatori forniscono diversi screenshot. Su uno di essi, il criminale vuole ottenere l’accesso all’API OpenAI e chiede consiglio ai suoi “colleghi” su come utilizzare al meglio la carta bancaria rubata per verificare l’account OpenAI.
Altri screenshot parlano del bypass del blocco geografico, poiché ChatGPT non è attualmente disponibile in Russia, Cina, Afghanistan, Ucraina, Bielorussia, Venezuela e Iran.
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ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
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