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Harley-Davidson Nel Mirino Dei Cyber Criminali. 888 Rivendica una violazione dei dati

Harley-Davidson Nel Mirino Dei Cyber Criminali. 888 Rivendica una violazione dei dati

31 Dicembre 2024 09:04

Recentemente, un attore di minacce in un forum clandestino ha pubblicato una presunta violazione dei dati.

Secondo quanto riportato, la celebre azienda americana Harley-Davidson sarebbe stata vittima di un data breach che avrebbe esposto migliaia di informazioni sensibili relative ai suoi clienti.

Al momento non possiamo confermare la veridicità della notizia, in quanto l’organizzazione non ha ancora rilasciato alcun comunicato stampa ufficiale sul proprio sito web in merito all’incidente. Pertanto, questo articolo deve essere considerato come una “fonte di intelligence”.

Dettagli della presunta violazione

Secondo quanto pubblicato dall’attore di minacce, la violazione dei dati avrebbe avuto luogo a dicembre 2024 e avrebbe portato all’esposizione di circa 66.700 record di dati dei clienti di Harley-Davidson. Il post sul forum indica che le informazioni compromesse includerebbero dettagli personali come nomi, indirizzi, email e altre preferenze relative ai veicoli.

E’ stato riportato un sample all’interno del forum che mostra una serie di dati presumibilmente esfiltrati dalle infrastrutture IT dell’azienda o da un fornitore terzo.

L’attacco è attribuito a un gruppo identificato con il nome “888”, con una ottima reputazione all’interno delle underground criminali e noto per aver pubblicato violazioni di rilievo e collegata al collettivo dei cyberniggers. Al momento, non sono disponibili ulteriori dettagli sulla metodologia utilizzata per condurre l’attacco o sulla natura della vulnerabilità sfruttata.

Informazioni sull’obiettivo degli attori della minaccia

Harley-Davidson è una delle più iconiche case motociclistiche del mondo, fondata nel 1903 negli Stati Uniti. L’azienda ha un fatturato stimato di 5,5 miliardi di dollari e opera in diversi mercati internazionali, fornendo motociclette, accessori e servizi finanziari ai suoi clienti.

Con una base di clienti estremamente fedele e una rete di concessionarie distribuita a livello globale, Harley-Davidson rappresenta un obiettivo di alto valore per i criminali informatici.

La presunta pubblicazione dei dati potrebbe avere gravi conseguenze per i clienti di Harley-Davidson. Informazioni personali come nomi, indirizzi e preferenze potrebbero essere utilizzate per scopi malevoli, tra cui il furto d’identità, frodi finanziarie e campagne di phishing mirate. Inoltre, l’esposizione di dati relativi ai veicoli potrebbe rappresentare un ulteriore rischio per la sicurezza personale degli utenti.

Dal punto di vista aziendale, una violazione di questa portata potrebbe danneggiare la reputazione del brand, oltre a generare potenziali sanzioni regolamentari qualora venissero accertate negligenze nella protezione dei dati.

Conclusione

Sebbene al momento non sia possibile confermare l’autenticità di questa presunta violazione, è fondamentale per le organizzazioni adottare pratiche avanzate di sicurezza informatica per prevenire incidenti di questo tipo. Si potrebbe ipotizzare anche di una violazione che non ha preso di mira i sistemi gestiti dal colosso del motociclismo, ma da una azienda terza, come spesso siamo abituati a constatare in questo ultimo periodo caratterizzandosi come un attacco alla supply-chain.

Come nostra abitudine, lasciamo sempre spazio a una dichiarazione dell’azienda, qualora volesse fornirci aggiornamenti sulla questione. Saremo lieti di pubblicare tali informazioni con un articolo specifico che evidenzi il problema.

RHC Dark Lab seguirà l’evolversi della situazione per pubblicare ulteriori notizie sul blog, qualora ci fossero aggiornamenti sostanziali. Se ci sono persone a conoscenza dei fatti che desiderano fornire informazioni in forma anonima, possono utilizzare l’e-mail criptata dell’informatore.

Questo articolo è stato redatto sulla base di informazioni pubbliche non ancora verificate dalle rispettive organizzazioni. Aggiorneremo i nostri lettori non appena saranno disponibili ulteriori dettagli.

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RHC Dark Lab è un gruppo di esperti della community di Red Hot Cyber dedicato alla Cyber Threat Intelligence guidato da Pietro Melillo. Partecipano al collettivo, Sandro Sana, Alessio Stefan, Raffaela Crisci, Vincenzo Di Lello, Edoardo Faccioli e altri membri che vogliono rimanere anonimi. La loro missione è diffondere la conoscenza sulle minacce informatiche per migliorare la consapevolezza e le difese digitali del paese, coinvolgendo non solo gli specialisti del settore ma anche le persone comuni. L'obiettivo è diffondere i concetti di Cyber Threat Intelligence per anticipare le minacce.

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