
Le tecnologie che influenzano direttamente il sistema nervoso non sono più fantascienza.
Diverse aziende li stanno sviluppando, sperando di aiutare i pazienti con gravi malattie neurologiche. Ad esempio, Neuralink di Elon Musk ha recentemente ricevuto il permesso di testare un impianto in miniatura che collega il cervello a un computer.
Esistono anche dispositivi non invasivi come le cuffie EEG che registrano l’attività cerebrale. Sono utilizzati non solo in medicina, ma anche, ad esempio, nei settori dell’intrattenimento e dell’istruzione.
Il progresso ha sollevato preoccupazioni circa la privacy e l’autonomia dei nostri pensieri. A chi saranno disponibili le informazioni raccolte? Tali meccanismi potrebbero incidere sulla capacità delle persone di prendere decisioni indipendenti?
Nel luglio 2023, l’agenzia delle Nazioni Unite per la cultura e la scienza ha tenuto una conferenza sull’etica delle nuove tecnologie, chiedendo la creazione di regole per proteggere i diritti cognitivi umani. Alcuni esperti hanno persino suggerito di riconoscere una nuova categoria di “neurolegislazione”. Nel 2021, il Cile è stato il primo a includere nella costituzione disposizioni sui poteri della neuroingegneria.
La preoccupazione nasce dall’idea che le registrazioni dell’attività cerebrale possano essere utilizzate per “leggere” i pensieri ei sentimenti di una persona. In effetti, alcuni dispositivi registrano il lavoro dei neuroni con elevata precisione. Non esiste una risposta definitiva sul fatto che ciò sia possibile o meno.
Il monitoraggio dei processi interni non è così semplice. Le informazioni vengono filtrate ed elaborate da algoritmi prima che vengano prodotti i risultati. Di solito vengono raccolti solo i dati necessari per scopi specifici (ad esempio medici).
I rischi sono simili al già noto spionaggio informatico e alle intercettazioni automatiche tramite browser e altri malware. Anche la cronologia del browser su un PC può rivelare informazioni riservate.
Non dimenticare che i fattori comportamentali e fisiologici, così come il contesto, sono altrettanto importanti. Questo rende difficile la lettura della mente. Tuttavia, l’intelligenza artificiale sarebbe in grado di combinare prove provenienti da diverse fonti per trarre dirette conclusioni.
Un’altra discussione riguarda la libertà cognitiva: i diritti di una persona a pensare in modo indipendente e controllare le proprie funzioni mentali. I sostenitori di questo concetto credono che le persone debbano imparare a regolare le neurotecnologie in modo che gli aggressori non possano “penetrare” nella mente della vittima e manipolarla.
Quanto è autonomo il nostro pensiero?
Fino a che punto è già soggetto all’influenza tecnologica?
Si tratta di questioni importanti che richiederanno ancora più nuove ricerche e regolamentazioni.
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