
Il generale dell’aeronautica americana Anthony J. Cotton ha parlato dell’importante ruolo dell’intelligenza artificiale (AI) nella gestione dell’arsenale nucleare del paese. Cotton ha spiegato che sono in fase di sviluppo sistemi di supporto decisionale basati sull’intelligenza artificiale per aiutare i leader statunitensi a rispondere più rapidamente alle situazioni critiche. Il generale ha sottolineato che le tecnologie dell’intelligenza artificiale aiuteranno ad affrontare meglio compiti complessi e a rafforzare la sicurezza nazionale.
L’adozione dell’intelligenza artificiale nei sistemi militari statunitensi sta progredendo rapidamente, come nel caso dei settori commerciali come la Silicon Valley. Tuttavia, i dettagli specifici dell’uso dell’intelligenza artificiale da parte dei militari rimangono segreti, sollevando molte domande. Il generale Cotton, a capo di STRATCOM, ha confermato che la modernizzazione dei sistemi nucleari sarà una priorità assoluta. Nei prossimi decenni, 1,7 trilioni di dollari saranno spesi per l’ammodernamento delle infrastrutture, e l’intelligenza artificiale giocherà un ruolo importante in questo processo, che aiuterà ad automatizzare la gestione dell’arsenale nucleare.
Secondo il generale, l’intelligenza artificiale e i moderni metodi di elaborazione dei dati aumenteranno significativamente l’efficienza dei sistemi nucleari e il livello di deterrenza nei confronti di potenziali minacce. Ha inoltre sottolineato che, nonostante le nuove tecnologie, la decisione finale spetterà sempre alla persona. L’intelligenza artificiale diventerà un “moltiplicatore di forza”: la macchina accelererà l’analisi delle informazioni, ma le decisioni cruciali saranno prese dalle persone.
Gli esperti del settore ritengono che l’intelligenza artificiale sia progettata per analizzare i dati, non per lanciare effettivamente missili. Secondo gli esperti, l’intelligenza artificiale, ad esempio, raccoglierà e analizzerà i dati dai satelliti per identificare possibili minacce. Tuttavia, anche qui ci sono dei rischi, poiché nella storia ci sono già stati casi in cui i sistemi automatici hanno commesso errori e solo grazie all’uomo è stato possibile evitare il disastro.
Ad esempio, nel 1956, il sistema scambiò uno stormo di uccelli per un aereo nemico e nel 1960 il sorgere della luna fu percepito come un attacco missilistico. Incidenti come questi dimostrano quanto sia importante per le persone comprendere come funzionano i sistemi ed essere in grado di distinguere tempestivamente tra un fallimento e una minaccia reale.
Anche l’intelligenza artificiale nei sistemi nucleari ha il suo lato oscuro. Il modello di apprendimento dell’AI è spesso una scatola nera, ed è difficile prevedere tutti i possibili errori che possono verificarsi in situazioni critiche. Gli esperti sottolineano che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale a questo livello richiede una formazione seria del personale in grado di identificare gli errori e comprendere come questi possano influenzare le conclusioni tratte dal sistema. Qualifiche insufficienti nel lavorare con l’intelligenza artificiale possono portare a conseguenze fatali se il sistema automatico produce dati errati.
Il generale Cotton ha osservato che il Pentagono sta riscontrando una carenza di specialisti in grado di implementare e gestire adeguatamente l’intelligenza artificiale nei sistemi nucleari. È estremamente difficile attrarre tali dipendenti in un ambiente competitivo con società commerciali che offrono salari più alti, ma il lavoro stesso con tecnologie uniche rappresenta un forte incentivo tali specialisti.
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