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Il cybercrime oggi usa poco le AI, ma una ricerca dice che presto ne vedremo delle belle

Preparato dalla società di sicurezza finlandese WithSecure, dall’Agenzia finlandese per i trasporti e le comunicazioni e dall’Agenzia federale per la gestione delle emergenze, il rapporto analizza le tendenze e gli sviluppi attuali nell’intelligenza artificiale, negli attacchi informatici e nelle aree in cui queste due minacce si intersecano.

Come affermano gli autori del rapporto, gli attacchi che utilizzano l’intelligenza artificiale sono attualmente molto rari e vengono eseguiti in modo tale che ricercatori e analisti non possano osservarli.

E anche se ora le reti neurali non sono in grado di “riflettere” e lanciare attacchi informatici, i ricercatori ritengono che nei prossimi cinque anni gli aggressori svilupperanno algoritmi di intelligenza artificiale in grado di trovare autonomamente vulnerabilità, pianificare e condurre campagne dannose, aggirare i sistemi di sicurezza e raccogliere informazioni da dispositivi hackerati.

Secondo WithSecure, le prime IA per gli attacchi informatici arriveranno dagli hacker national state, per poi cadere nelle mani di gruppi più piccoli che inizieranno a utilizzarle in massa. 

Pertanto, gli specialisti della sicurezza delle informazioni dovrebbero già iniziare a lavorare su sistemi che dovranno proteggere le infrastrutture da tali attacchi.

Gli autori del rapporto hanno osservato che gli attacchi informatici che utilizzano l’intelligenza artificiale saranno particolarmente efficaci nell’area dello scam, una tattica che viene utilizzata più spesso durante gli attacchi di phishing e vishing.