
Il capo della Chiesa cattolica ha espresso preoccupazione per il modo in cui i bambini e gli adolescenti di oggi interagiscono con le tecnologie digitali. A suo avviso, l’abbondanza di informazioni disponibili attraverso reti neurali e altri sistemi intelligenti può influire seriamente sullo sviluppo mentale e intellettuale delle giovani generazioni.
Papa Leone XIV ha messo in guardia dai rischi che il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare per i giovani. Ha espresso la sua posizione alla Seconda Conferenza Annuale di Roma sull’IA, parte della quale si sta tenendo in Vaticano.
Allo stesso tempo, il Pontefice ha osservato che l’intelligenza artificiale di per sé non rappresenta una minaccia. Può essere utile se usata responsabilmente. Tuttavia, le tecnologie non dovrebbero diventare uno strumento di manipolazione, violazione dei diritti umani o provocazione di conflitti.
La valutazione dell’impatto della digitalizzazione dovrebbe basarsi non solo su criteri tecnici, ma anche su principi etici superiori. È importante mantenere il rispetto della dignità umana e della diversità culturale e ricordare che l’accesso a grandi quantità di dati non implica necessariamente il possesso di una conoscenza o di una comprensione autentiche.
La capacità di elaborare informazioni non va confusa con la capacità di pensare in modo indipendente. La vera conoscenza richiede riflessione e pensiero critico, non fiducia cieca negli algoritmi.
Ricordiamo che Leone XIV è diventato Papa nel maggio di quest’anno, in sostituzione del defunto Papa Francesco. Fin dall’inizio del suo pontificato, ha prestato particolare attenzione alle questioni della digitalizzazione e al suo impatto sulla società. Tra le priorità vi è la tutela di valori fondamentali come la dignità umana, la giustizia e i diritti dei lavoratori. Il pontefice è convinto che il progresso tecnico non possa essere disgiunto dalla responsabilità morale.
Il Papa ha rilasciato la sua dichiarazione durante i dibattiti di una conferenza sull’intelligenza artificiale che ha riunito rappresentanti della Chiesa, del mondo accademico, dell’industria e delle organizzazioni per i diritti umani. L’obiettivo principale dell’evento è trovare un equilibrio tra sviluppo tecnologico e valori umanistici.
La Santa Sede ha già sollevato la questione dell’etica nell’alta tecnologia. Il Vaticano ha costantemente chiesto di non demonizzare l’intelligenza artificiale, ma piuttosto di trovare modi per utilizzarla in modo sicuro e responsabile. Gli esperti sottolineano che la partecipazione attiva della Chiesa cattolica a tali discussioni rappresenta un passo importante verso la creazione di un dialogo globale sul futuro della tecnologia. Dopotutto, l’influenza delle macchine intelligenti oggi va ben oltre l’economia, toccando la cultura, l’istruzione e persino le questioni dell’identità umana.
Le preoccupazioni espresse sono condivise da molti insegnanti, genitori e scienziati. La domanda si fa sempre più ricorrente: come garantire lo sviluppo armonioso dei bambini nel nuovo mondo? Secondo gli osservatori, questo tema diventerà uno dei temi chiave per il nuovo capo della Chiesa cattolica nei prossimi anni.
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