
Tecnologie di intelligenza artificiale promettenti ma controverse vengono testate dal Pentagono. L’obiettivo è adattare le capacità delle reti neurali alle esigenze dell’esercito americano.
Secondo DefenseScoop, il Dipartimento della Difesa ha assegnato un contratto alla startup AI Scale AI. Il suo obiettivo è creare strumenti per testare e valutare le prestazioni di grandi modelli linguistici in grado di analizzare e generare testo.
Stiamo parlando di una piattaforma completa che consentirà al Pentagono di studiare in modo approfondito e completo le capacità delle reti neurali. Il sistema fornirà feedback ai militari, oltre a generare dati di test speciali per testare l’IA su compiti specifici. Ad esempio, per analizzare dati di intelligence, pianificare operazioni, elaborare report da hot spot.
Secondo Craig Martell, uno specialista di intelligenza artificiale del Pentagono, le reti neurali possono accelerare radicalmente l’elaborazione delle informazioni di intelligence in arrivo e il processo decisionale strategico:
“Immaginate che invece di ricevere nuove informazioni sotto forma di ingombranti presentazioni PowerPoint o lunghe attese per rapporti via e-mail da diverse unità, i comandanti saranno in grado di vedere immediatamente la situazione attuale per prendere decisioni, riducendo i tempi di risposta da uno o due giorni a 10 minuti.”
Tuttavia, l’ostacolo principale è la tendenza dell’intelligenza artificiale a generare materiali falsi, le cosiddette “allucinazioni”. Il Pentagono spera che gli strumenti di Scale AI aiutino a identificare e prevenire tali minacce in anticipo.
L’anno scorso è stata creata la Task Force Lima, guidata da Martell, per studiare l’uso militare dell’intelligenza artificiale generativa. Ma per ora diverse unità, inclusa la Space Force, hanno vietato l’uso di sistemi come ChatGPT a causa del rischio di fuga di informazioni riservate.
“Abbiamo la responsabilità di implementare queste tecnologie in modo responsabile, tenendo conto dei rischi per la sicurezza e dei potenziali abusi”, ha concluso Martell.
Il Pentagono è quindi alla ricerca di un equilibrio tra il colossale potenziale delle reti neurali per l’esercito e i pericoli che esse nascondono. E il successo dei test attuali determinerà la rapidità con cui l’intelligenza artificiale generativa potrà passare dal laboratorio alle operazioni di combattimento reali.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cyber ItaliaL’Italia si trova oggi davanti a una sfida digitale senza precedenti, dove la corsa all’innovazione non sempre coincide con una protezione adeguata delle infrastrutture. Pertanto la sicurezza dei sistemi connessi è diventata l’anello debole della…
Cyber NewsUna nuova vulnerabilità scoperta dal ricercatore italiano Alessandro Sgreccia (rainpwn) del gruppo HackerHood di Red Hot Cyber è stata scoperta nei dispositivi ZYXEL permette di ottenere accesso root attraverso una configurazione apparentemente innocua del servizio…
HackingLa parola hacking, deriva dal verbo inglese “to hack”, che significa “intaccare”. Oggi con questo breve articolo, vi racconterò un pezzo della storia dell’hacking, dove tutto ebbe inizio e precisamente nel piano terra dell’edificio 26…
Cyber NewsL’Italia è finita ancora una volta nel mirino del collettivo hacktivista filorusso NoName057(16). Dopo i pesanti disservizi che hanno colpito l‘Università La Sapienza e le Gallerie degli Uffizi all’inizio di questa settimana. L’offensiva digitale russa…
Cyber NewsSecondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’attacco informatico che ha paralizzato i sistemi dell’Università La Sapienza non sarebbe motivato da fini politici. Gli hacker avrebbero inviato messaggi di rivendicazione spiegando di non agire per…