Il primo trimestre 2022 si è aperto con il famoso attacco ransomware ai sistemi dell’Azienda Sanitaria AULLS6 di Padova, nei primissimi giorni dell’anno, e si è chiuso con un attacco ai danni di uno studio di commercialisti della provincia di Vicenza. Entrambi colpiti dal ransomware LockBit 2.0, uno dei più attivi nel nostro Paese.
La maggioranza di questi attacchi viene comunicata pubblicamente proprio dalla ransomware gang, attraverso i loro blog sul darkweb, probabilmente dopo che i primi tentativi di mediazione con la vittima sono falliti.
Una trasversalità che purtroppo non tranquillizza affatto, e poco consola l’adagio popolare “mal comune, mezzo gaudio“, perché i danni economici e reputazionali alla filiera produttiva e alla Pubblica Amministrazione nazionale sono ingenti.
Schermata del data leak site di Lockbit e pubblicazione dei dati del Comune di Villafranca
Proprio mentre termino di scrivere queste righe, arriva la notizia della pubblicazione, sul blog della ransomware gang “LockBit 2.0”, dei 100GB di dati esfiltrati dai server del Comune di Villafranca di Verona.
Potete solo immaginare quali informazioni siano all’interno di questo tremendo leak, di dimensioni davvero preoccupanti, di cui l’Amministrazione ha semplicemente dato notizia di generiche “problematiche di natura informatica“, quando sul (dark) web si trovano informazioni personali e sensibili dei cittadini residenti a Villafranca di Verona.
È proprio questo voler minimizzare, anche come informazione rivolta ai cittadini –vittime, anch’esse, dell’attacco– a rendere bene l’idea di come il nostro Paese non sembra essere affatto pronto a gestire una sfida impegnativa come quella della sicurezza delle infrastrutturecyber.
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Una sfida che richiede prima di tutto consapevolezza, oltre che risorse e competenze adeguate.
L’elenco delle “vittime” italiane nel primo trimestre, sicuramente parziale e incompleto:
(l’elenco è stato realizzato dalla collaborazione di un team di esperti del settore, Sono Claudio e Dario Fadda)
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Nato e cresciuto a Siena, è Responsabile della Cybersecurity dell’Università di Siena. Lavora nel campo ICT da oltre 20 anni, usando esclusivamente software libero. Da sempre attento alle tematiche sulla privacy e sui diritti civili digitali, attraverso il suo blog nato nel lontano 2000, è ancora attivamente impegnato nel sensibilizzare i cittadini su queste tematiche.
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