Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
970x20 Itcentric
UtiliaCS 320x100
Jurassic databreach: 3 miliardi di account Yahoo in vendita per 40k dollari.

Jurassic databreach: 3 miliardi di account Yahoo in vendita per 40k dollari.

15 Gennaio 2022 22:47

Di recente è comparso sul noto forum underground RaidForums, un post che mette in vendita i dati della colossale violazione subita da Yahoo nel 2013.

Quando vengono esfiltrati dati di qualche anno, diverse persone si domandano se tali dati possano essere ancora utili per eventuali attacchi mirati.

RHC ha sempre riportato che molti dati, quali i numeri di telefono, indirizzo, ma come la data di nascita ecc… sono dati personali che non si cambiano molto facilmente e questo post ce lo dimostra in quanto i dati di un databreach molto vecchio risalente al 2013, vengono venduti nel 2022, a distanza di 9 anni a ben 40.000 dollari per ottenere la violazione completa.

B939cf 77906a7bfbc6492c8530bc646d484af9 Mv2

Nello specifico, i dati violati mettono a disposizione il seguente record:

  • id;
  • password (md5);
  • paese;
  • e-mail;
  • compleanno;
  • telefono;
  • GUID.

Sicuramente id, password e guid potranno rivelarsi inutili, ma per le altre informazioni, quale percentuale di attendibilità potrà esserci? Sicuramente una percentuale interessante.

Abbiamo provato a contattare l’hacker che ci ha risposto prontamente chiedendoci 40.000 dollari.

B939cf 77d36ad1bb644d09995b6fd11d95ba75 Mv2

Quello che successe nel 2013

Quello subito da Yahoo tra il 2013 e il 2014, si tratta a tutti gli effetti del più grande databreach della storia, che causò la perdita di dati di tutta la base utente, ovvero 3 miliardi di persone.

Ci sono volute per arrivare a questi numeri diverse violazioni avvenute in 2 anni, con dati esfiltrati che comprendevano nomi utente, indirizzi e-mail, numeri di telefono, Hash MD5 delle password e domande e risposte di sicurezza crittografate e non crittografate.

Yahoo! Segnalò la violazione il 14 dicembre 2016 e costrinse a tutti gli utenti interessati di modificare le loro password e ad inserire nuovamente le risposte segrete.

L’hack del 2014 è iniziato con un’e-mail di spear phishing inviata ad un dipendente di una società di Yahoo. Non è chiaro quanti dipendenti siano stati presi di mira e quante email siano state inviate, ma come sappiamo, basta una sola persona a fare clic su un collegamento dannoso, ed ecco quello che può accadere.

Una volta che Aleksey Belan, un hacker lettone ha iniziato a frugare nella rete, ha cercato due cose: il database degli utenti di Yahoo e l’Account Management Tool, che viene utilizzato per modificare il database e li trovò presto.

Per non perdere l’accesso, installò una backdoor su un server Yahoo che gli avrebbe consentito la persistenza, e nel dicembre del 2014 rubò una copia di backup del database degli utenti di Yahoo trasferendola sul proprio computer.

L’insieme di queste violazioni, condotte in 2 anni verso la stessa azienda, è considerata la più grande violazione informatica di tutti i tempi da quando è nato internet.

Nell’ottobre del 2017, dopo ben tre anni di analisi, Yahoo! Aggiornò lo stato dell’arte delle indagini svolte, affermando che alla data della violazione informatica, tutti i suoi 3 miliardi di account presenti sul sistema sarebbero stati violati.

Su Youtube per chi vuole approfondire è presente un nostro video che racconta i TOP5 databreach più grandi della storia, nonchè questo subito da Yahoo che potete vedere dal minuto 7:30.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella. Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoDiritti
La privacy è morta? No, ma è in coma! Cosa celebriamo davvero oggi 28 gennaio
Silvia Felici - 28/01/2026

Oggi è il 28 gennaio e, come ogni anno da un bel po’ di tempo a questa parte, ci ritroviamo a celebrare la Giornata europea della protezione dei dati. È una roba che nasce nel…

Immagine del sitoCyber News
OpenSSL: 12 bug di sicurezza rilevati tra i quali una vulnerabilità critica
Bajram Zeqiri - 28/01/2026

Un aggiornamento di sicurezza è stato rilasciato dai responsabili della manutenzione di OpenSSL, la libreria crittografica, al fine di risolvere circa una dozzina di vulnerabilità che includono, tra gli altri, errori logici e corruzioni di…

Immagine del sitoCyberpolitica
Autonomia Digitale: La Francia dice addio a Teams e Zoom dal 2027
Silvia Felici - 28/01/2026

Non è la prima iniziativa che spunta su questo fronte, ultimamente. Anzi, se ne sentono diverse, una dopo l’altra. Ed è quasi inevitabile: autonomia tecnologica e sicurezza nazionale stanno diventando un terreno sempre più battuto,…

Immagine del sitoCultura
Il ransomware non blocca i server, blocca il credito. Il lato finanziario della cybersecurity
Antonio Piovesan - 27/01/2026

C’è questa idea sbagliata, un po’ romantica volendo, per cui il ransomware è “roba da IT”: qualche server in crisi, due notti in bianco, poi si riparte e fine… La realtà, soprattutto per un’azienda quotata…

Immagine del sitoDiritti
Difesa attiva e hack back: il labirinto legale della cybersecurity
Paolo Galdieri - 27/01/2026

Nel precedente contributo abbiamo esplorato come la posizione di garanzia del professionista della cybersecurity si scontri con fattispecie classiche come l’accesso abusivo. Tuttavia, nella mia esperienza professionale e accademica, riscontro spesso una zona d’ombra ancora…