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La “roulette russa” continua per l’Italia. Oggi è il turno del Comune di Coggiola.

Quale sarà la PA che oggi sarà colpita dalla “roulette russa” che attanaglia l’Italia in questo lungo autunno cyber?

Di fatto è una roulette russa che non risparmia un colpo, e che ogni giorno ci sta abituando a comprendere che gli attacchi informatici sono “la normalità” in un mondo altamente digitalizzato come il nostro, tanto da non fare più eco sui giornali.

Questo è successo al comune di Coggiola dove l’attacco informatico è stato sferrato tempo fa, ma conclusosi di recente.

Infatti, intorno al fine ottobre, l’amministrazione della provincia di Biella, si è accorta che i loro sistemi IT non funzionavano come avrebbero dovuto. Tutti gli schermi dei computer sono diventati improvvisamente neri e gli uffici non erano più grado di garantire servizi verso le utenze.

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Il sindaco Paolo Setti, in data 20 di ottobre ha dichiarato:

“L’aggravio di lavoro è notevole, stiamo recuperando la maggior parte dei servizi ma c’è ancora da fare Speriamo di risolvere il problema nel più breve tempo possibile”.

E ha aggiunto:

“Non sappiamo ancora come sia potuto accadere Immaginate come un Comune possa dare un servizio senza la sua rete informatica”.

Tutto è partito da una mail in cui i criminali informatici hanno minacciato il Comune di infettare il sistema se non si fosse pagato un riscatto.

“Abbiamo ricevuto una mail di ricatto. In realtà non abbiamo fatto neppure tempo a leggerla che il virus aveva già intaccato tutto il sistema. Siamo ormai fermi da giorni, speravamo di poter riuscire a uscire da questa situazione in tempi brevi ma non è stato così”

Ha spiegato il vice sindaco Laura Speranza quasi 2 settimane dopo l’avvio dell’infezione da malware.

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Il vice sindaco ha aggiunto che

“Abbiamo contattato la Siscom e una ditta specializzata, oltre al nostro tecnico. Stanno lavorando per risolvere il sistema e anche per cercare di recuperare tutto quanto possibile”

e non è mancata la denuncia verso le autorità della polizia postale di Biella, per risalire al malintenzionato che ha sferrato l’attacco.

In sintesi, sembra che tutto sia partito da una mail infetta, che qualche impiegato ha aperto attivando quindi l’infezione da malware.

Ma come sempre conosciamo le prime notizie e tutto il resto rimane relegato ai pochi, quando invece tutto il resto sarebbe di grande aiuto per migliorare le difese delle organizzazioni sia pubbliche che private italiane.

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Nella buona cultura italica, domani sarà un altro giorno e “un altro colpo della roulette russa verrà sparato” e chissà quale sarà il malcapitato a pagarne le conseguenze. Ma tanto continuiamo a pensare “ma il prossimo, davvero sarò proprio io”?