L'Italia va in Cloud: la scalata per la fornitura delle infrastrutture sarà durissima.


Come abbiamo visto nella giornata di ieri, la migrazione nel cloud delle infrastrutture italiane, è uno tra i principali problemi che l'italia deve affrontare per essere resiliente agli attacchi informatici, oltre ad un'altra serie di benefit propri di questa infrastruttura decentralizzata.



Gli 11.000 data center presenti sul territorio italiano verranno quindi smantellati o rivisti e tutto questo è una parte centrale della "Strategia Cloud Italia", presentata ieri, 7 settembre presso la presidenza del Consiglio dal ministro della Transizione Digitale.


Tuttavia, alcuni punti sono stati sollevati dal direttore dell’Agenzia nazionale per la cibersicurezza, Roberto Baldoni, che proprio in questa circostanza ha rivestito tale ruolo per la prima volta in una uscita pubblica.



Il tema principale è la crittografia dei dati, al centro di ogni dibattito quando si parla di cloud e anche in questo caso è stato il punto focale di una serie di ragionamenti articolati,.


I soldi di fatto ci sono. Si tratta di 1.9 miliardi di euro, coperti dagli aiuti europei al Piano di rilancio post pandemia Pnrr. Lo Stato si spenderà in prima persona su questo progetto, come abbiamo già visto negli scorsi mesi, dato che il cloud nazionale avrà un controllo pubblico per molti anni e di conseguenza la scalata sarà durissima.