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La Guerra Fredda dell’AI. La Cina se vuole superare gli Stati Uniti non puoi fare a meno degli Stati Uniti

27 Febbraio 2024 07:06

A novembre dell’anno scorso, una startup cinese emergente, 01.AI, si è rapidamente distinta come un attore di rilievo nel campo dell’intelligenza artificiale open source. Nonostante avesse soltanto otto mesi di vita, 01.AI vantava sostenitori ben finanziati, una valutazione di mercato di 1 miliardo di dollari e aveva alla guida Kai-Fu Lee, rinomato investitore ed esperto tecnologico.

Tuttavia, un aspetto interessante emerge: alcune delle tecnologie impiegate da 01.AI derivano da LLaMA, un modello di intelligenza artificiale sviluppato da Meta. Questo evidenzia una realtà riconosciuta in Cina: nonostante gli sforzi per il progresso nell’IA, le aziende cinesi dipendono ampiamente dagli Stati Uniti per la tecnologia sottostante. Questo divario, soprattutto nell’IA generativa, può avere profonde implicazioni nella competizione tecnologica globale, un confronto che alcuni paragonano alla Guerra Fredda.

Chris Nicholson, investitore di Page One Ventures, ha evidenziato le pressioni sulle aziende cinesi per tenere il passo con l’innovazione statunitense, paragonando il lancio di ChatGPT a un “momento Sputnik” per la Cina.

Jenny Xiao, partner di Leonis Capital, ha indicato che i modelli di IA costruiti da zero dalle aziende cinesi non sono ancora al livello desiderato, spingendo molte di esse ad adottare versioni ottimizzate di modelli occidentali. Si stima che la Cina sia indietro di due o tre anni rispetto agli Stati Uniti nell’ambito dell’IA.

Questa competizione ha implicazioni globali significative, poiché le scoperte nell’IA possono ridefinire l’equilibrio di potere tecnologico, migliorare la produttività e portare innovazione futura. Mentre le aziende cinesi cercano di recuperare terreno attraverso l’adozione di modelli open source statunitensi, gli Stati Uniti si trovano in una posizione delicata nel tentativo di controllare il progresso cinese, soprattutto considerando la diffusione pubblica della tecnologia da parte delle aziende.

Per la Cina, la dipendenza dagli strumenti di IA statunitensi solleva interrogativi sull’innovazione interna. Tuttavia, il fondatore di 01.AI, Kai-Fu Lee, ha sottolineato che l’utilizzo della tecnologia open source è comune e che la vera differenza risiede nell’utilizzo dei dati e degli algoritmi proprietari per addestrare modelli di IA.

L’IA è stata da tempo un punto focale in Cina, con grandi investimenti da parte del governo e una crescente competizione tra le aziende. Tuttavia, le sfide normative e la necessità di adattarsi a regolamenti restrittivi possono limitare l’innovazione nell’IA generativa.

Nonostante ciò, la Cina ha ottenuto successi significativi in settori come la visione artificiale e le auto a guida autonoma. Alcuni imprenditori cinesi puntano a superare gli Stati Uniti in altre aree dell’IA generativa, sfruttando le proprie risorse e competenze.

In conclusione, la corsa all’IA tra Cina e Stati Uniti presenta sfide e opportunità uniche, con implicazioni che vanno ben oltre i confini nazionali e potrebbero plasmare il futuro della tecnologia e della società stessa.

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Silvia Felici 150x150
Red Hot Cyber Security Advisor, Open Source e Supply Chain Network. Attualmente presso FiberCop S.p.A. in qualità di Network Operations Specialist, coniuga la gestione operativa di infrastrutture di rete critiche con l'analisi strategica della sicurezza digitale e dei flussi informativi.
Aree di competenza: Network Operations, Open Source, Supply Chain Security, Innovazione Tecnologica, Sistemi Operativi.
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