
Per la prima volta nella sua storia, Netflix ha ammesso di aver utilizzato l’intelligenza artificiale generativa per creare effetti visivi per una delle sue serie, ha dichiarato il co-CEO Ted Sarandos durante una call con gli investitori il 18 luglio. La serie in questione è il progetto fantascientifico argentino Eternaut.
Una sequenza che ha utilizzato la nuova tecnologia mostra un edificio che crolla a Buenos Aires in mezzo a una nevicata tossica. Secondo Sarandos, ricreare la scena con metodi tradizionali sarebbe stato troppo costoso per il budget limitato del progetto. Quindi il team si è rivolto alla tecnologia intelligente.
La scelta si è rivelata non solo ragionevole, ma anche redditizia: la scena è stata completata dieci volte più velocemente rispetto ai metodi tradizionali. Tutti sono rimasti soddisfatti del risultato: la troupe, la direzione e il pubblico.
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Per Eternaut, questa decisione ha rappresentato una svolta: per la prima volta, l’intelligenza artificiale è stata utilizzata non come un esperimento, ma come un vero e proprio strumento di lavoro. Forse il progetto aprirà la strada ad altre serie locali e di nicchia che in precedenza non potevano permettersi scene visive complesse.
Sullo sfondo del 2023, quando Hollywood protestò violentemente contro l’introduzione dell’intelligenza artificiale nel cinema, tutto ciò appare persino un po’ comico. Attori e sceneggiatori scioperarono, temendo che gli algoritmi avrebbero sostituito le persone. Ora la tecnologia sta tornando, non come una minaccia, ma come un assistente.
Come ha sottolineato Sarandos, l’IA qui non è un autore indipendente, ma uno degli strumenti. Tutte le decisioni chiave rimangono ai creatori. Gli algoritmi aiutano nella fase di pre-produzione, nella visualizzazione, nella pianificazione delle riprese e nella creazione della grafica. In precedenza, solo i film ad alto budget disponevano di tali capacità, ma ora stanno diventando disponibili anche per progetti più modesti.
Tuttavia, restano ancora degli interrogativi. Qual è il confine tra aiuto e sostituzione? Per ora, le reti neurali vengono utilizzate in modo selettivo. Ma se il beneficio economico si rivelerà sufficientemente elevato, si potrà iniziare a implementarle su larga scala. E poi l’industria dovrà decidere: quanto siamo disposti a delegare alle macchine? E gli artisti sono pronti a sacrificare l’opportunità di realizzare il proprio talento creativo in nome del progresso?
L’ultimo rapporto trimestrale di Netflix mostra che l’azienda ha le risorse per sperimentare questo tipo di cose: il fatturato dell’azienda ha superato gli 11 miliardi di dollari, con un aumento di quasi il 20% rispetto all’anno precedente. Se l’intelligenza artificiale generativa continuerà a produrre risultati senza sacrificare la qualità, il suo utilizzo nei film potrebbe diventare la nuova norma.
Gli scettici avvertono: quella che oggi sembra una soluzione comoda potrebbe portare a un’unificazione di massa del linguaggio visivo domani. Gli algoritmi tendono a seguire schemi precostituiti, e questo rischia di perdere originalità. Aggiungiamoci il lato etico: quanto può essere considerata “onesta” una scena creata interamente da una rete neurale, anche sotto la supervisione di un regista? Molti, alla notizia, definiranno un lavoro del genere un vero e proprio lavoro da improvvisati.
Ci sono decisioni difficili da prendere… Ma tutti dovrebbero comunque guardare lo spettacolo.
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