Non toccate i gattini: le regole del far-web.

Autore: Ilaria Montoro.

Data Pubblicazione: 03/06/2021

La prima cosa da sapere è che il motore di ricerca umano è reale.

La seconda, che è vivo.

La terza, che fa paura.


Non è questione di essere un po’ propensi all'inquietudine o allo sconforto, né essere normalmente portati ad aumentare il peso in questioni che si possono dirimere con semplicità: il motore di ricerca umano fa paura perché è complesso.


Il motore di ricerca in carne umana

È forte, potente e rumoroso, è oggetto di studio, di lavoro, di banalizzazioni e spiegazioni. Il motore di ricerca umano siete tutti voi. È carne umana. Viva o morta: la paura dipende da che parte si sta. Da che parte decidete di stare.


Di fronte a un comportamento considerato immorale, ingiusto, i cittadini cinesi reagiscono rendendolo pubblico sul web, portando avanti investigazioni private che possono concludersi con il linciaggio di una persona, o con la scoperta di una nefandezza dei potenti.

"Si tratta di un gruppo di persone che usano internet per cercare e condividere informazioni su una persona: questa è la definizione"

dice sicura Fauna, una delle fondatrici di chinasmack.com, sito che raccoglie "le storie più piccanti della rete cinese".


Il fenomeno

Il fenomeno è controverso, contraddittorio e dai mille volti. Secondo i sinologi c’è una spiegazione classica. Ad essere condannati sono comportamenti che non sono considerati morali: non si uccide un gatto, non si tradisce la moglie, non si sfoggia ricchezza quando si dovrebbe servire umilmente il popolo. Esso è uno dei tanti aspetti caratteristici della rete cinese, un fenomeno che per anni è stato ignorato a favore di realtà più evidenti come quella della censura. Il “motore di ricerca di carne umana” riflette la sua unicità, rispetto ad omologhi più celebri quali Google e Baidu, almeno sotto due aspetti: le dinamiche di funzionamento e la natura dei dati che generalmente vengono cercati.