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Piccoli hacker crescono: cambiavano i voti con la password del professore sul registro elettronico.

Piccoli hacker crescono: cambiavano i voti con la password del professore sul registro elettronico.

18 Novembre 2021 15:56

Alcuni studenti di un liceo scientifico di Ancona, ritoccavano le loro presenze e si cambiavano i brutti voti, grazie alle password di 2 professori che erano divenute di pubblico dominio tra gli studenti.

I ragazzi entravano nel registro elettronica con la password dei professori e modificavano i dati sui loro profili e questa era divenuta una pratica comune. Ma proprio per l’intenso traffico delle modifiche al registro elettronico che i professori si sono insospettiti.

Questi fatti riportati ora, risalgono agli anni 2015 e 2016 e i ragazzi che hanno fatto incetta del registro elettronico erano 8, per migliorare le loro prestazioni in vista dell’esame di maturità.

La preside, una volta avvertita dai professori denunciò l’accaduto e si scoprì che in effetti la rete dei “novelli hacker” era molto più numerosa di quello che si pensava.

Si trattava in fatti di 34 ex studenti, di entrambi i sessi (23 ragazze e 11 ragazzi), che oggi rischiano fino ad 8 anni di reclusione.

Questi ragazzi, per i quali il PM Daniele Paci ha richiesto il rinvio a giudizio, si dovranno presentare in tribunale e spiegare le loro azioni il prossimo 24 gennaio del 2022.

In effetti il crimine informatico sta dilagando.

Adolescenti e bambini, essendo sempre interconnessi e sfruttando continuamente gli strumenti digitali messi a loro disposizione, stanno trovando il modo per “hackerarli” a loro vantaggio.

Anche se si tratta di una password predicibile banale o un vettore di attacco più complesso, tutto questo li spinge a vedere oltre, purtroppo sia nel bene e nel male.

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Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

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