Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Redhotcyber Banner Sito 970x120px Uscita 101125
Crowdstrike 320×100
QR-code: il cavallo di Troia tascabile. Riflessioni su un vettore di attacco sottovalutato

QR-code: il cavallo di Troia tascabile. Riflessioni su un vettore di attacco sottovalutato

1 Maggio 2025 08:30

Negli ultimi anni, la nostra quotidianità è stata invasa da piccoli quadrati pixelati capaci di portarci in un lampo su siti web, attivare applicazioni, aprire contenuti multimediali o avviare pagamenti digitali. I QR-code, acronimo di “Quick Response”, sono diventati il ponte tra il mondo fisico e quello digitale. Tuttavia, questo ponte – spesso considerato innocuo – può trasformarsi in un cavallo di Troia perfettamente mimetizzato, se sfruttato con competenza da un attaccante.

Un messaggio divulgato di recente nel canale Telegram “Social Engineering – Делаем уникальные знания доступными” (tradotto: “Social Engineering – Rendiamo le conoscenze uniche accessibili”) ci offre un’interessante retrospettiva su casi storici e reali in cui proprio il QR-code è stato impiegato come vettore di attacco. Analizziamoli con spirito critico e rigore tecnico.

L’attacco alle Google Glass (2013): l’occhio digitale diventa un bersaglio

Nel maggio 2013, i ricercatori di Lookout Mobile Security scoprirono una vulnerabilità sorprendente: le Google Glass (all’epoca un prodotto innovativo in fase sperimentale) erano progettate per “osservare” automaticamente le immagini potenzialmente utili all’utente. Questa funzione, sfruttata attraverso un QR-code appositamente craftato, consentiva di prendere controllo remoto del dispositivo.


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

La vulnerabilità fu corretta da Google in poche settimane, ma resta un campanello d’allarme: anche le interfacce “non convenzionali”, come gli smartglass, possono diventare preda di exploit visivi. Se la patch non fosse arrivata in tempo, un attacco in-the-wild avrebbe potuto compromettere dati sensibili, audio, video e localizzazioni dell’utente — tutto a sua insaputa.

ZXing Barcode Scanner (2014): quando un’espressione regolare non basta

Il secondo caso riguarda ZXing Barcode Scanner, un’app open source molto diffusa tra il 2013 e il 2015. Questa applicazione, pur tentando di filtrare contenuti sospetti tramite regex, non discriminava efficacemente i contenuti URI malformati o pericolosi, lasciando passare exploit veicolati via JavaScript.

Un esempio riportato nel messaggio mostra come un codice del tipo:

javascript;alert(“You have won 1000 dollars! Just Click The Open Browser Button”);

venisse bloccato dal filtro. Tuttavia, con lievi modifiche sintattiche, il payload riusciva comunque a superare il controllo, venendo riconosciuto come URI “valido” e aprendo il browser con esecuzione implicita del codice.

Questo scenario rientra pienamente nella categoria dei code injection visuali, in cui l’utente è indotto ad attivare personalmente un codice malevolo, con un click che sembra innocuo ma innesca un comportamento pericoloso.

L’attacco USSD ai Samsung (2012): QR e factory reset in un solo colpo

Nel 2012, il ricercatore Ravishankar Borgaonkar dimostrò come un semplice QR-code potesse contenere un comando USSD nascosto, capace di eseguire un factory reset su alcuni dispositivi Samsung.

Il codice tel:*2767*3855#, se interpretato come un link telefonico, causava un reset totale del dispositivo, cancellando dati, configurazioni e applicazioni. A oggi, questo rappresenta uno dei più eclatanti esempi di come un codice apparentemente inerte possa contenere una bomba logica, sfruttando meccanismi legittimi del sistema operativo.

L’utente curioso: l’anello debole della catena

Infine, il messaggio chiude con un’osservazione tanto banale quanto cruciale: la vera vulnerabilità è l’essere umano. L’utente medio, di fronte a un QR-code sconosciuto, tende a scansionarlo per pura curiosità, dimenticando ogni principio basilare di sicurezza informatica. Studi citati nel testo confermano che, in ambienti controllati, la maggior parte dei soggetti ignari esegue la scansione senza porsi domande.

Questa dinamica rientra nel classico campo del social engineering visivo, dove l’attaccante non forza il sistema, ma manipola il comportamento dell’utente per ottenere un’esecuzione volontaria del codice.

Conclusioni: educazione digitale e threat modeling anche per i QR-code

I casi riportati nel canale Telegram non sono frutto di fantascienza o ipotesi teoriche. Sono incidenti reali, documentati, verificati e – in alcuni casi – ancora oggi possibili, seppur mitigati da patch successive.

Ci ricordano che ogni tecnologia, anche la più banale, può essere arma a doppio taglio, soprattutto quando coinvolge l’interazione tra mondo fisico e digitale.

E allora cosa possiamo fare?

  1. Formare gli utenti a non scansionare QR-code da fonti sconosciute o non verificate.
  2. Utilizzare app di lettura QR con sandboxing, logging e avvisi su contenuti potenzialmente pericolosi.
  3. Integrare l’analisi dei QR-code nei processi di threat intelligence aziendale, soprattutto nei contesti BYOD.
  4. Valutare il QR-code come vettore di attacco nel proprio threat model, specialmente in ambiti pubblici (es. aeroporti, eventi, marketing).

Il QR-code, oggi, è diventato uno strumento trasversale e pervasivo. E proprio per questo, va trattato come ogni altro componente della superficie di attacco: con attenzione, consapevolezza e competenze tecniche.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber Italia
Al via CyberAngels: il volto umano e tutto al femminile di Red Hot Cyber
Redazione RHC - 12/01/2026

Per troppo tempo abbiamo interpretato la sicurezza informatica esclusivamente come una fredda barriera di firewall e algoritmi. Abbiamo dimenticato che dietro ogni schermo, ogni attacco e ogni innovazione, batte un cuore umano. In un panorama…

Immagine del sitoCyber Italia
Domini italiani esposti su forum underground. C’è anche un ospedale
Luca Stivali - 12/01/2026

Nel monitoraggio quotidiano dei forum underground capita spesso di imbattersi in leak che, almeno a una prima lettura, sembrano “ordinari”: liste di credenziali, accessi a servizi legacy, dump poco strutturati. Il thread “NEW LEAK FTP LOGIN” comparso…

Immagine del sitoCultura
Torvalds chiude l’era dell’hype: nel kernel Linux conta solo la qualità, non l’IA
Redazione RHC - 11/01/2026

Linus Torvalds, il creatore di Linux, ha espresso una posizione ferma e senza mezze misure riguardo al dibattito sull’integrazione e l’uso di strumenti di intelligenza artificiale nella scrittura e revisione del codice del kernel di…

Immagine del sitoCybercrime
Caso AGCOM Cloudflare. Il Cloud è potere: quando la sicurezza nazionale è in mano alle Big Tech
Redazione RHC - 11/01/2026

Nel mondo di oggi la tecnologia non è più un mero strumento di efficienza o comodità, ma una leva geopolitica di primaria importanza. L’accesso a infrastrutture digitali, piattaforme cloud e sistemi di comunicazione non è…

Immagine del sitoCybercrime
Internet c’è, ma non funziona: la nuova trappola dei governi per controllarci tutti
Redazione RHC - 11/01/2026

Immaginate una situazione in cui Internet sembra funzionare, ma i siti web non si aprono oltre la prima schermata, le app di messaggistica sono intermittenti e le aziende sono in continuo cambiamento. Secondo gli autori…