Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
Quantum computing: Zuchongzhi, il super-computer quantistico Cinese.

Quantum computing: Zuchongzhi, il super-computer quantistico Cinese.

14 Luglio 2021 07:00

A differenza del supercomputer quantistico Sycamore da 53 qubit di Google che si basa su elettroni e superconduttori, l’ultimo risultato cinese nel campo soprannominato Zuchongzhi può elaborare 66 qubit e si basa su circuiti ottici e fotoni.

Anche se la Cina ha già dimostrato con il computer Jiuzhang la sua potenza di elaborazione di 56 qubit che è di qualche ordine di grandezza più veloce del Sycamore di 53 qubit di Googlecomputer, il lato della versatilità era ancora dominato dagli scienziati statunitensi.

Jiuzhang è stato sviluppato nel 2020 per essere il supercomputer a circuito ottico più veloce per una serie specifica di calcoli, quindi non poteva essere programmato per eseguire vari compiti, mentre il Sycamore era nel complesso più pratico.

Entrambi i modelli hanno raggiunto la cosiddetta “supremazia quantistica” (della quale abbiamo parlato in un precedente articolo) dimostrandosi molto più veloce dei normali supercomputer che richiederebbero anni per calcolare ciò che i computer quantistici possono risolvere in poche ore.

Tuttavia, i ricercatori cinesi dell’Università della Scienza e della Tecnologia di Shanghai hanno lavorato per migliorare ulteriormente il Jiuzhang e solo di recente hanno annunciato di aver testato con successo una versione più versatile chiamata Zuchongzhi con una potenza di elaborazione di 66 qubit.

Il computer Zuchongzhi migliorato, ha una matrice di 11 righe e 6 colonne di qubit che formano un reticolo rettangolare bidimensionale. Tuttavia, gli scienziati hanno utilizzato solo 56 qubit per eseguire varie attività e il nuovo chip ha impiegato solo 1,2 ore per calcolare un campionamento di un circuito quantistico casuale che altrimenti richiederebbe diverse ore per Google Sycamore e fino a 8 anni per i supercomputer convenzionali.

I computer quantistici cinesi possono anche eseguire un’attività di campionamento del “bosone gaussiano” in 200 secondi con un massimo di 76 fotoni rilevati. Questo stesso calcolo richiederebbe circa 2,5 miliardi di anni sui supercomputer convenzionali più veloci della Cina noti come Sunway TaihuLight.

Ma facciamo attenzione. Siamo ancora abbastanza lontani dal sostituire i chip convenzionali con quelli quantistici.

La Cina è riuscita a trovare un modo per utilizzare circuiti ottici che eseguono calcoli utilizzando fotoni invece di elettroni spinti attraverso superconduttori come su Google Sycamore, ma anche così, i chip rimangono altamente sperimentali poiché richiedono camere di raffreddamento che devono portare le temperature vicino a -273,15 ºC.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella. Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber Italia
Aggiornamento attacco hacker della Sapienza. Il comunicato agli studenti dal prorettore
Redazione RHC - 02/02/2026

Poco fa, l’Università La Sapienza intorno alle 12:28 ha confermato di essere stata vittima di un attacco informatico che ha costretto al blocco temporaneo di tutti i sistemi digitali dell’ateneo. A darne informazione è il…

Immagine del sitoCybercrime
31,4 Tbps: quando il DDoS diventa “meteo” e l’IoT fa da grandine
Sandro Sana - 02/02/2026

Se vi state chiedendo quanto sia grande 31,4 terabit al secondo, la risposta pratica è: abbastanza da far sembrare “un problema di rete” quello che in realtà è un problema di ecosistema. Perché il punto…

Immagine del sitoCyber Italia
Sapienza paralizzata da un attacco hacker: perché l’università ha spento tutto
Redazione RHC - 02/02/2026

La mattina di lunedì 2 febbraio si è aperta con una notizia inattesa per studenti, docenti e personale della Sapienza Università di Roma. I principali servizi digitali dell’ateneo sono risultati improvvisamente irraggiungibili, generando incertezza e…

Immagine del sitoCyber News
BETTI RHC: il fumetto che educa alla cybersecurity. Esce il 4 e 5 episodio
Andrea Gioia Lomoro - 02/02/2026

BETTI RHC è un progetto editoriale e culturale ideato da Red Hot Cyber, realtà italiana punto di riferimento nel panorama della cybersecurity e della divulgazione tecnologica. Non si tratta di un semplice fumetto, ma di…

Immagine del sitoCyber News
E se domani gli USA spegnessero il cloud?  L’UE non ha un piano e legifera pensando poco
Marcello Filacchioni - 02/02/2026

Mentre il cloud è diventato il cuore dell’economia digitale, l’Unione europea si trova davanti a una scelta storica: trasformare la certificazione cloud in uno strumento di sovranità o limitarsi ad un semplice controllo tecnico. Il…