Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
Samsung chiede ai centri di riparazione indipendenti l’accesso alle informazioni personali dei clienti

Samsung chiede ai centri di riparazione indipendenti l’accesso alle informazioni personali dei clienti

2 Giugno 2024 08:25

Samsung richiede alle officine di riparazione indipendenti di fornire le informazioni personali dei clienti in cambio della possibilità di acquistare parti di riparazione. Il contratto, ottenuto da 404 Media, stabilisce che i centri di riparazione sono tenuti a fornire a Samsung nomi, informazioni di contatto, ID del dispositivo e informazioni sui reclami dei clienti.

Il contratto impone inoltre alle officine di riparazione di “smontare immediatamente” tutti i dispositivi che sono stati precedentemente riparati utilizzando parti di terze parti e di informare Samsung di tale utilizzo. Questa situazione provoca un’ondata di indignazione tra gli esperti e le organizzazioni pubbliche.

Il contratto prevede che le officine di riparazione carichino i dati su ciascuna riparazione nel database G-SPN di Samsung, inclusi l’indirizzo del cliente, l’e-mail, il numero di telefono, la descrizione del problema e un identificatore univoco del dispositivo.ù

L’uso di pezzi di ricambio nelle riparazioni è relativamente comune. Tuttavia, le normative Samsung richiedono che le officine di riparazione indipendenti distruggano tali dispositivi dei clienti e poi li segnalino a Samsung.

Gli esperti legali e di tutela dei consumatori definiscono tali condizioni eccessive. Gli esperti ritengono che la distruzione di dispositivi con parti non originali non rispetti il ​​diritto del consumatore di utilizzare parti di terze parti come sancito dal Magnuson-Moss Warranty Act.

Inoltre, dicono gli esperti, la maggior parte dei consumatori rimarrà scioccata dal fatto che i loro dati personali vengano condivisi con un produttore senza il loro consenso, rappresentando una massiccia e inaspettata invasione della privacy.

Il contratto dimostra quanto controllo abbia Samsung sulle officine di riparazione indipendenti, che sono costrette a firmare un accordo per ricevere i pezzi. Tuttavia, la firma di un contratto non li rende un centro di riparazione autorizzato, il che richiede costi e sforzi aggiuntivi.

Attivisti ed esperti per i diritti umani affermano che il contratto trapelato dimostra la mancanza di vera indipendenza dei laboratori che partecipano al programma. Negli stati con leggi sul diritto alla riparazione, tali requisiti non sono possibili.

Il contratto di Samsung limita inoltre i tipi di riparazioni che i negozi indipendenti possono eseguire, escluse le saldature e le riparazioni a livello di scheda. Inoltre, i workshop devono ottenere la certificazione dall’organizzazione WISE, che costa $ 200 all’anno. WISE è affiliato con CTIA, un gruppo che rappresenta le telecomunicazioni Verizon e AT&T che si oppone alle leggi sul diritto alla riparazione. In sostanza, i servizi indipendenti sono necessari per finanziare un’organizzazione che esercita pressioni sui loro interessi.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella. Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber Italia
Sapienza paralizzata da un attacco hacker: perché l’università ha spento tutto
Redazione RHC - 02/02/2026

La mattina di lunedì 2 febbraio si è aperta con una notizia inattesa per studenti, docenti e personale della Sapienza Università di Roma. I principali servizi digitali dell’ateneo sono risultati improvvisamente irraggiungibili, generando incertezza e…

Immagine del sitoCyber News
BETTI RHC: il fumetto che educa alla cybersecurity. Esce il 4 e 5 episodio
Andrea Gioia Lomoro - 02/02/2026

BETTI RHC è un progetto editoriale e culturale ideato da Red Hot Cyber, realtà italiana punto di riferimento nel panorama della cybersecurity e della divulgazione tecnologica. Non si tratta di un semplice fumetto, ma di…

Immagine del sitoCyber News
E se domani gli USA spegnessero il cloud?  L’UE non ha un piano e legifera pensando poco
Marcello Filacchioni - 02/02/2026

Mentre il cloud è diventato il cuore dell’economia digitale, l’Unione europea si trova davanti a una scelta storica: trasformare la certificazione cloud in uno strumento di sovranità o limitarsi ad un semplice controllo tecnico. Il…

Immagine del sitoVulnerabilità
Vulnhalla: come scovare bug 0day utilizzando l’Intelligenza Artificiale Generativa
Massimiliano Brolli - 02/02/2026

È il nuovo fuzzing del futuro? Con ogni probabilità sarà un approccio combinato multi agente, dove le AI assieme al bug hunter saranno in grado di ridurre drasticamente i tempi di individuazione dei bug 0-day.…

Immagine del sitoInnovazione
Moltbook, il Reddit dei Robot: Agenti AI discutono della loro civiltà (mentre noi li spiamo)
Silvia Felici - 01/02/2026

Venerdì è emersa online una notizia capace di strappare un sorriso e, subito dopo, generare un certo disagio: il lancio di Moltbook, un social network popolato non da persone ma da agenti di intelligenza artificiale.…