Il 17 gennaio è stato pubblicato un post su un popolare forum di hacking in cui si affermava che il conglomerato manifatturiero sudcoreano Samsung è stato violato.
Ricordiamo che non è la prima violazione dei dati che subisce la Samsung. Infatti ha recentemente subito ben 2 violazioni nel 2022, una tra queste effettuata dal gruppo LAPSU$
Gli aggressori, che si autodefinivano “Genesis Day”, hanno dichiarato quanto segue:
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“Poiché la Corea del Sud ha recentemente rafforzato la sua cooperazione con la NATO e ha preso di mira altri paesi, abbiamo violato il servizio FTP interno del gruppo Samsung in Corea del Sud”.
I dati trapelati, presumibilmente includono le guide di accesso aziendale di Samsung, le password dei dipendenti e diversi video di formazione.
Tuttavia, questi dati non contengono informazioni riservate, come analizzato da Cybernews che hanno contattato la Samsung che al momento ancora non ha dato un riscontro.
Sample pubblicato sul forum underground
Gli aggressori promettono di far trapelare altri 2,4 GB di dati rubati del conglomerato sudcoreano.
“Non siamo contrari a una massiccia interruzione della rete in Corea del Sud se la repubblica continua a intraprendere azioni mirate. Questo è solo l’inizio”
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hanno detto gli aggressori.
Dati della Samsung trapelati
Sebbene le motivazioni degli hacker siano probabilmente volte a soddisfare gli interessi russi, le ragioni dell’attacco specificamente a Samsung sembrano non essere del tutto chiare.
Il 17 gennaio, il New York Times ha menzionato casualmente in uno dei suoi articoli che la Corea del Sud si era rifiutata di spedire proiettili di artiglieria in Ucraina perché la mossa avrebbe violato le regole sull’esportazione di armi del paese.
Invece, il governo di Seoul ha deciso di aiutare gli Stati Uniti a rifornirsi altrove. Forse questa era la motivazione delle azioni degli hacker.
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