Palo Alto Networks ha scoperto un nuovo strumento post-sfruttamento chiamato Splinter che è stato trovato sui sistemi dei clienti utilizzando gli strumenti di scansione della memoria di Advanced WildFire. Strumenti come Splinter vengono spesso utilizzati per testare la sicurezza della rete di un’azienda, ma possono rappresentare una seria minaccia se nelle mani di aggressori. Ciò evidenzia l’importanza del monitoraggio e del rilevamento continui di tali minacce.
Splinter è uno strumento sviluppato utilizzando il linguaggio di programmazione Rust. Sebbene Rust sia comunemente utilizzato per creare programmi sicuri per la memoria, la sua elevata densità di codice ne rende difficile l’analisi. I campioni di Splinter trovati hanno raggiunto i 7 MB a causa dell’utilizzo di un gran numero di librerie esterne. Splinter utilizza file di configurazione in formato JSON contenenti dati sul sistema di destinazione e sul server di comando e controllo a cui lo strumento si connette per eseguire varie attività come l’esecuzione di comandi remoti, il trasferimento di file e la raccolta di dati.
Lo strumento è stato rilevato su diversi sistemi client, ma finora non vi è alcuna prova del suo utilizzo da parte di aggressori. Splinter offre un set standard di funzionalità per strumenti simili, come l’esecuzione di comandi e l’inserimento di processi. Sebbene non sia avanzato quanto strumenti più noti come Cobalt Strike, le sue capacità rappresentano una minaccia per le organizzazioni se utilizzate in modo errato.
Palo Alto Networks ha migliorato la protezione dei propri clienti contro questa minaccia con gli aggiornamenti Advanced WildFire, Cortex XDR e XSIAM che aiutano a rilevare e bloccare modelli noti e monitorare l’attività post-sfruttamento.
La scoperta evidenzia il numero crescente di strumenti di attacco che rendono più difficile la protezione delle reti aziendali. Le organizzazioni sono incoraggiate a mantenere aggiornati i propri sistemi di sicurezza e ad aggiornare regolarmente i propri metodi di rilevamento delle minacce.
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