
La settimana scorsa sono stati hackerati i sistemi informatici della società energetica HSE, il più grande fornitore di energia elettrica in Slovenia. Secondo i dati ufficiali, la causa dell’incidente è stato un ransomware che ha crittografato i file della rete aziendale e ha bloccato anche l’accesso dei dipendenti ai servizi interni.
La portata dell’attacco si è rivelata impressionante: gli aggressori sono riusciti a penetrare nei sistemi di sicurezza e di controllo dei processi. I primi segni di effrazione sono statu scoperti mercoledì sera, 22 novembre. Subito dopo gli specialisti interni hanno iniziato a indagare sull’incidente.
Ma dal 24 novembre la situazione era peggiorata. Il malware ha iniziato a diffondersi rapidamente in tutta la rete aziendale. A questo punto il governo sloveno si era già adoperato per eliminare le conseguenze dell’attacco informatico.
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Secondo l’HSE, nonostante la gravità del problema, gli impianti di produzione, comprese le centrali termiche e idroelettriche, continuano a funzionare normalmente. Al momento non vi è alcun rischio di interruzione dell’approvvigionamento energetico del Paese.
Tuttavia, la fonte dell’infezione non è stata ancora stabilita. E il fatto che gli aggressori siano riusciti ad accedere a dati HSE riservati indica il rischio di futuri ricatti ed estorsioni. Come notano gli esperti, spesso i criminali informatici inizialmente non chiedono un riscatto, ma aspettano il momento più opportuno.
L’HSE controlla circa il 60% dei sistemi di approvvigionamento energetico del Paese. Il patrimonio dell’organizzazione comprende la più grande centrale termoelettrica della repubblica, la centrale termoelettrica di Šoštanj, nonché una rete di centrali idroelettriche sui fiumi Drava, Sava e Isonzo.
Il direttore del Centro governativo per la sicurezza informatica della Slovenia, Uroš Svete, ha ringraziato gli specialisti per il loro lavoro responsabile: “Secondo me, l’intero processo, compreso il rilevamento delle minacce, la segnalazione e il coinvolgimento di tutti i partecipanti – a livello di esperti, ingegneri IT , aziende ed enti pubblici – era pienamente coerente con il piano nazionale di risposta agli incidenti informatici.”
Allo stesso tempo Svete ha sottolineato che è troppo presto per trarre conclusioni definitive sulla portata e sulle conseguenze dell’attacco per l’HSE e per il sistema energetico sloveno nel suo insieme. Proseguono le indagini e i lavori per il ripristino delle infrastrutture.
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