L’aggiornamento della politica sulla privacy di Telegram ha influito sulla reputazione della piattaforma come servizio di comunicazione anonima. La notizia che il messenger condividerà ora i numeri di telefono e gli indirizzi IP degli utenti con le agenzie di intelligence ha allarmato la comunità dei criminali informatici e li ha costretti a pensare al passaggio ad altre piattaforme.
Ad esempio, il gruppo Ghosts of Palestine prevede di lasciare la piattaforma e trovare un messenger più sicuro. RipperSec ha già creato canali di backup su Discord e Al Ahad si è spostato su Signal. GlorySec sta esaminando anche altre piattaforme tra cui Facebook e Threads.
Il messaggio di Al Ahad sul passaggio da Telegram a Signal
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Alcuni hacker criminali preferiscono adattarsi alle nuove condizioni. UserSec condivide le istruzioni su come rimanere anonimo, fornendo suggerimenti per aggirare le nuove regole sul trasferimento dei dati.
I membri della chat BF Repo V3 (collegata alla comunità BreachForums) hanno addirittura discusso della possibilità di creare una propria piattaforma di messaggistica basata sull’interfaccia di Telegram per ridurre i rischi di esposizione.
Vengono discusse anche alternative come Jabber, Matrix e Session, ma queste sono più adatte per conversazioni private, mentre Telegram consente di creare comunità aperte. Discord è attualmente l’unica piattaforma che offre funzionalità simili.
Sebbene non si sia ancora verificato un esodo di massa di criminali informatici da Telegram, tali discussioni potrebbero preannunciare possibili cambiamenti. Non è chiaro quanto le nuove regole influenzeranno l’attività degli aggressori, dal momento che le loro operazioni su Telegram sono altamente scalabili e non è facile passare rapidamente a un’altra piattaforma.
Telegram sta inoltre rafforzando il suo controllo sui contenuti con un team di moderatori e intelligenza artificiale, il che complicherà le azioni dei criminali informatici, ma molti di loro, incluso il gruppo UserSec, hanno già imparato a aggirare tali barriere creando canali di backup in caso di blocco.
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Anche se le nuove regole potrebbero spingere alcuni criminali a cercare app di messaggistica più sicure, è improbabile che Telegram, con i suoi 900 milioni di utenti attivi, perda presto il suo ruolo nel mondo del crimine informatico.
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ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
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