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TP-Link nella bufera: le autorità USA puntano il dito su attacchi Cyber cinesi

TP-Link nella bufera: le autorità USA puntano il dito su attacchi Cyber cinesi

19 Dicembre 2024 10:02

La tensione tra Stati Uniti e Cina si intensifica, e stavolta il protagonista è TP-Link, un colosso del mercato dei dispositivi di rete. La possibilità di un bando completo dei dispositivi TP-Link negli USA non è più un’ipotesi remota. Secondo fonti del Wall Street Journal, le agenzie governative statunitensi, tra cui i dipartimenti di Commercio, Difesa e Giustizia, stanno indagando sull’azienda, sospettata di rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale.

Il cuore del problema

Fondata in Cina nel 1996, TP-Link è un colosso del settore tecnologico, con una significativa presenza nel mercato statunitense. I suoi dispositivi non sono solo diffusi nelle case americane ma anche in strutture sensibili come basi militari e agenzie governative. La preoccupazione nasce da due fattori principali:

  1. Vulnerabilità intrinseche: Secondo il WSJ, i router TP-Link presentano difetti di sicurezza al momento della spedizione, e l’azienda non sembra rispondere prontamente alle segnalazioni dei ricercatori.
  2. Utilizzo da parte di hacker cinesi: Microsoft ha rivelato che migliaia di router TP-Link sono stati sfruttati come parte di una botnet per attacchi contro utenti della piattaforma Azure. Questo evidenzia come dispositivi di uso comune possano essere trasformati in strumenti di cyberattacco.

Un mercato vulnerabile

Con TP-Link che domina il mercato dei router Wi-Fi negli USA, il rischio è amplificato. I dispositivi dell’azienda sono i più acquistati su Amazon e sono presenti persino nelle basi militari. La gravità della situazione è stata sottolineata in una lettera inviata al Segretario al Commercio Gina Raimondo, in cui si sottolinea come i router TP-Link siano diventati il veicolo preferito per attacchi estesi.

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Nonostante le accuse, non è ancora stato dimostrato che TP-Link agisca deliberatamente per favorire il governo cinese. Tuttavia, l’azienda è obbligata a rispettare le leggi cinesi, incluse quelle che prevedono la collaborazione con le autorità di Pechino. Questo, unito alla mancanza di trasparenza e di dialogo con i ricercatori di sicurezza, accresce i sospetti.

Questione geopolitica

Il possibile bando di TP-Link è solo l’ultima mossa di un più ampio sforzo degli Stati Uniti per contenere l’influenza tecnologica cinese. La chiusura delle operazioni di China Telecom e il crescente controllo su aziende come Huawei e ZTE mostrano un chiaro trend: la cyber-sicurezza è diventata un campo di battaglia cruciale nella geopolitica.

Conclusione

La situazione TP-Link è un monito per aziende e utenti. L’uso di dispositivi economici ma potenzialmente insicuri potrebbe costare caro, non solo in termini finanziari ma anche di sicurezza nazionale.

Gli Stati Uniti sembrano determinati a proteggere la loro infrastruttura critica, e il caso TP-Link è destinato a diventare un esempio emblematico di come la tecnologia possa essere un’arma a doppio taglio. Gli sviluppi futuri diranno se il prezzo della connessione economica è troppo alto da pagare.

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Luca Galuppi 2 300x300
Appassionato di tecnologia da sempre. Lavoro nel campo dell’informatica da oltre 15 anni. Ho particolare esperienza in ambito Firewall e Networking e mi occupo quotidianamente di Network Design e Architetture IT. Attualmente ricopro il ruolo di Senior IT Engineer e PM per un’azienda di Consulenza e Servizi IT.
Aree di competenza: Firewall, Networking, Network Design, Architetture IT, Servizi IT
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