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Trovati video di pedo-pornografia negli smartphone dei bambini di 9 anni.

Un fenomeno allarmante è stato denunciato dalla procura per i minori di Roma della regione Lazio che riporta che nell’ultimo anno sono triplicati i fascicoli inerenti lo scambio di video pedopornografici tra ragazzini, da circa 30 del 2010 a un centinaio nel 2021, i quali arrivano anche sui cellulari dei bambini di 9 anni.

Normalmente i bambini riportano “non pensavo fosse grave, è stato un gioco”, come prima risposta alla domanda del perché all’interno del proprio cellulare era presente del materiale video di quella natura.

Le segnalazioni da tutto il Lazio, stanno arrivando dall’osservatorio NCMEC (National Centre for Missing and Exploited Children), il quale si occupa dei bambini che sono scomparsi, o che sono stati in qualche modo sfruttati, avvisando la Polizia Postale.

“le immagini sono inguardabili, e quello che lascia senza parole è la mancanza di una reazione emotiva quando le ripropongo ai ragazzini che interrogo”

Riporta Giuseppina Latella, procuratore per i minorenni di Roma che aggiunge:

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“E’ come se i giovanissimi fossero anestetizzati da questa realtà virtuale, non hanno il senso della reale gravità delle cose”.

E lancia un appello verso i genitori:

“il fenomeno dello scambio di immagini pedopornografiche è in crescita. Nella maggior parte dei casi, i genitori sono all’oscuro di quello che hanno fatto i figli. C’è bisogno del parental control. Noi li sollecitiamo nell’uso di questa tecnologia.”

Molti genitori sostengono che i loro figli, ad 11 anni sono grandi e che non possono dedicare loro del tempo per poterli controllare.

Le indagini hanno ricostruito che tali immagini vengono acquisite da internet dai bambini, che hanno una certa dimestichezza con la tecnologia, ma su questi siti che avviene l’intercettazione del traffico da parte di Ncmec, che ricostruisce il numero del telefono che ha fatto il download dell’immagine e da li che si iniziano le ricerche fino all’individuazione degli adolescenti.

La sostituta procuratrice Anna DiStasio riporta che:

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“non banalizziamo nessun caso, identifichiamo tutti i ragazzini dalle chat e avvertiamo le loro famiglie le quali vengono poi seguite dai servizi sociali”.

Quindi seguiamo i nostri bambini, utilizziamo i Parental Control.

La rete è piena di pericoli ed di insidie e se non li si conosce, è molto facile rimanerne vittima, soprattutto per i più piccoli. Seguite sempre i vostri bambini quando utilizzano internet.