
A seguito della recente fuga di parte del codice sorgente di Twitter, Elon Musk ha deciso di non attendere molto e di pubblicare il codice sorgente degli algoritmi di raccomandazione del popolare social network, promesso all’inizio dell’anno.
Il 31 marzo, il team di sviluppo ha pubblicato un post correlato sul proprio blog, annunciando “una nuova era di trasparenza su Twitter”.
Twitter open source Spaces discussion happening now!
— Elon Musk (@elonmusk) March 31, 2023
https://t.co/VpS6frbOhT
Mentre gli esperti di sicurezza di tutto il mondo esplorano questo tesoro digitale, stanno emergendo sempre più fatti nuovi e interessanti sugli algoritmi di raccomandazione di Twitter.
L’esperto di sicurezza Steven Tei ha riferito che Twitter ha i cosiddetti “negative feedback loops” che riducono i punteggi di reputazione degli utenti della piattaforma in determinate condizioni. Quindi un altro ricercatore con lo pseudonimo di @boriquagato ha risposto al post di Tei rivelando le tattiche dannose utilizzate dalle botnet e dagli eserciti di hacktivisti.
La tattica, resa possibile da alcuni algoritmi di piattaforma mal concepiti, consente agli aggressori di “mettere a tacere” qualsiasi utente di Twitter con l’aiuto di circa 100.000 bot che lavorano insieme. I bot seguono e smettono di seguire in maniera massiva il profilo target, poi si lamentano dell’account e lo inseriscono nella blacklist, lasciando così capire agli algoritmi della piattaforma che il profilo non ha una buona reputazione. Successivamente, Twitter inizia a bloccare automaticamente la visualizzazione dei post dell’account della vittima al resto dei partecipanti alla piattaforma.
Elon Musk, noto per le sue dichiarazioni di alto profilo, ha già risposto al post di @boriquagato e ha offerto un milione di dollari USA alla persona che trova il responsabile di questi attacchi e lo assicura alla giustizia. Vediamo se questa volta l’eccentrico miliardario mantiene la parola data.
Vale la pena notare che questi tipi di attacchi funzionano in molti social network. Ad esempio, si è parlato recentemente degli algoritmi di Instagram che consentono agli aggressori di bannare qualsiasi utente discutibile dal social network utilizzando lo stesso sistema di bot e di reclami.
Mentre Twitter è alle prese con le conseguenze dannose della rivelazione del suo algoritmo al mondo, l’attenzione della comunità tecnologica sulle botnet e le loro tattiche di manipolazione è salita alle stelle.
Sebbene la ricompensa di un milione di dollari di Elon Musk possa incoraggiare alcune persone a dare la caccia ai “burattinai digitali”, le implicazioni più ampie di queste rivelazioni evidenziano solo la necessità di una maggiore vigilanza e solide misure di sicurezza informatica quando si utilizzano tali piattaforme.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

DirittiDopo aver analizzato nei precedenti contributi il perimetro dei reati informatici e i rischi legati alle manovre di difesa attiva, è necessario compiere un ultimo passo verso la comprensione della cybersecurity moderna ovvero il passaggio…
Cyber ItaliaSi è concluso la scora settimana, presso la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Vibo Valentia, il corso di formazione specialistica in OSINT – Open Source Intelligence, rivolto agli operatori della Polizia Postale.…
Cyber ItaliaPoco fa, l’Università La Sapienza intorno alle 12:28 ha confermato di essere stata vittima di un attacco informatico che ha costretto al blocco temporaneo di tutti i sistemi digitali dell’ateneo. A darne informazione è il…
CybercrimeSe vi state chiedendo quanto sia grande 31,4 terabit al secondo, la risposta pratica è: abbastanza da far sembrare “un problema di rete” quello che in realtà è un problema di ecosistema. Perché il punto…
Cyber ItaliaLa mattina di lunedì 2 febbraio si è aperta con una notizia inattesa per studenti, docenti e personale della Sapienza Università di Roma. I principali servizi digitali dell’ateneo sono risultati improvvisamente irraggiungibili, generando incertezza e…