
Una comprensione più approfondita del cervello ha creato opportunità senza precedenti per alleviare le sfide poste dalla disabilità. Scienziati e ingegneri stanno prendendo spunti progettuali dalla biologia stessa per creare tecnologie rivoluzionarie che ripristinano la funzione dei corpi colpiti da lesioni, invecchiamento o malattie, dagli arti protesici che navigano senza sforzo su terreni difficili ai sistemi nervosi digitali che muovono il corpo dopo una lesione del midollo spinale .
Con l’istituzione del nuovo K. Lisa Yang Center for Bionics , il MIT sta spingendo in avanti lo sviluppo e l’implementazione di tecnologie abilitanti che comunicano direttamente con il sistema nervoso per mitigare un’ampia gamma di disabilità.
Gli scienziati, i medici e gli ingegneri del centro lavoreranno insieme per creare, testare e diffondere tecnologie bioniche che si integrano sia con il corpo che con la mente.
Il centro è finanziato da una donazione di 24 milioni di dollari al McGovern Institute for Brain Research del MIT da parte della filantropa Lisa Yang, un ex banchiere di investimenti impegnata nella difesa delle persone con disabilità visibili e invisibili.
I suoi precedenti doni al MIT hanno anche permesso l’istituzione del K. Lisa Yang e Hock E. Tan Center for Molecular Therapeutics in Neuroscience, Hock E. Tan e K. Lisa Yang Center for Autism Research, Y. Eva Tan Professorship in Neurotechnology, e il programma post-diploma di maturità di K. Lisa Yang.
“Il K. Lisa Yang Center for Bionics fornirà un hub dinamico per scienziati, ingegneri e designer in tutto il MIT per lavorare insieme su risposte rivoluzionarie alle sfide della disabilità”
afferma il presidente del MIT L. Rafael Reif.
“Con questo dono visionario, Lisa Yang sta scatenando una potente strategia collaborativa che avrà un ampio impatto su un ampio spettro di condizioni umane – e sta inviando un segnale luminoso al mondo che la vita delle persone disabili è profondamente importante”.
Questo lo abbiamo compreso anche nelle eccellenze italiane, quando abbiamo intervistato l’equipe del Professor Silvestro Micera della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (Divisione di Bio-Robotica), e la sua équipe specializzata nella Brian Computer Interface (BCI), ovvero quel mezzo di comunicazione diretto tra un cervello (o più in generale parti funzionali del sistema nervoso centrale) e un dispositivo esterno quale ad esempio un computer.
Nell’intervista, alla quale hanno partecipato Olivia Terragni, Massimiliano Brolli e Roberto Villani di Red Hot Cyber, hanno partecipato oltre al professor Silvestro Micera, il Dott. Francesco Iberite; Dott ssa Daniela De Luca; Dott. ssa Elena losanno.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cyber ItaliaL’Italia si trova oggi davanti a una sfida digitale senza precedenti, dove la corsa all’innovazione non sempre coincide con una protezione adeguata delle infrastrutture. Pertanto la sicurezza dei sistemi connessi è diventata l’anello debole della…
Cyber NewsUna nuova vulnerabilità scoperta dal ricercatore italiano Alessandro Sgreccia (rainpwn) del gruppo HackerHood di Red Hot Cyber è stata scoperta nei dispositivi ZYXEL permette di ottenere accesso root attraverso una configurazione apparentemente innocua del servizio…
HackingLa parola hacking, deriva dal verbo inglese “to hack”, che significa “intaccare”. Oggi con questo breve articolo, vi racconterò un pezzo della storia dell’hacking, dove tutto ebbe inizio e precisamente nel piano terra dell’edificio 26…
Cyber NewsL’Italia è finita ancora una volta nel mirino del collettivo hacktivista filorusso NoName057(16). Dopo i pesanti disservizi che hanno colpito l‘Università La Sapienza e le Gallerie degli Uffizi all’inizio di questa settimana. L’offensiva digitale russa…
Cyber NewsSecondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’attacco informatico che ha paralizzato i sistemi dell’Università La Sapienza non sarebbe motivato da fini politici. Gli hacker avrebbero inviato messaggi di rivendicazione spiegando di non agire per…