
Gli hacker stanno sfruttando attivamente una nuova vulnerabilità zero-day di Atlassian Confluence tracciata come CVE-2022-26134 per installare web shell, senza che al momento siano disponibili soluzioni.

Oggi Atlassian ha rilasciato un avviso di sicurezza in cui rivela che la CVE-2022-26134 è una vulnerabilità critica di esecuzione di codice in modalità remota non autenticata (RCE), rilevata sia in Confluence Server che nei Data Center.
Atlassian afferma di aver confermato la vulnerabilità in Confluence Server 7.18.0 e di ritenere che anche Confluence Server e Data Center 7.4.0 e versioni successive siano vulnerabili.
L’avviso avverte che gli attori delle minacce stanno sfruttando attivamente Confluence Server 7.18.0.
Poiché non sono disponibili patch, Atlassian consiglia ai clienti di rendere inaccessibili i propri server con uno di questi due metodi:
Non ci sono altri modi per mitigare questa vulnerabilità al momento.
Le organizzazioni che utilizzano Atlassian Cloud (accessibile tramite atlassian.net) non sono interessate da questa vulnerabilità.
Atlassian sta lavorando attivamente a una patch e rilascerà ulteriori informazioni nel proprio avviso non appena sarà disponibile.
La Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) ha aggiunto questo zero-day al suo “Catalogo delle vulnerabilità sfruttate note” richiedendo alle agenzie federali di bloccare tutto il traffico Internet verso i server Confluence entro domani, 3 giugno.
In una divulgazione coordinata, la società di sicurezza informatica Volexity ha spiegato che la vulnerabilità è stata scoperta durante il fine settimana del Memorial Day durante l’esecuzione della risposta agli incidenti.
Dopo aver condotto le indagini, Volexity ha potuto riprodurre l’exploit contro l’ultima versione di Confluence Server e lo ha rivelato ad Atlassian il 31 maggio.
“Dopo un’analisi approfondita dei dati raccolti, Volexity è stata in grado di determinare la compromissione del server derivata da un utente malintenzionato che ha lanciato un exploit per ottenere l’esecuzione di codice in modalità remota”
spiega un post sul blog di Volexity.
“Volexity è stata successivamente in grado di ricreare l’exploit e identificare una vulnerabilità zero-day che ha un impatto sulle versioni completamente aggiornate di Confluence Server”.
Nella violazione analizzata da Volexity, gli attori delle minacce hanno installato BEHINDER, una shell Web JSP che consente agli attori delle minacce di eseguire comandi sul server compromesso da remoto.
Gli attori delle minacce hanno quindi utilizzato BEHINDER per installare la shell web China Chopper e un semplice strumento di caricamento file come backup.
Dall’indagine di Volexity, gli attori delle minacce hanno scaricato le tabelle utente del server Confluence, scritto shell web aggiuntive e alterato i registri di accesso per eludere il rilevamento.
Volexity afferma che molteplici attori delle minacce provenienti dalla Cina stiano utilizzando questi exploit.
Poiché non sono disponibili patch, Volexity consiglia inoltre agli amministratori di Confluence di disconnettere i propri server da Internet fino a quando Atlassian non rilascerà una correzione.
Volexity ha rilasciato un elenco di indirizzi IP dietro gli attacchi e le regole Yara per identificare l’attività della shell web sui server Confluence.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cyber ItaliaIl 29 gennaio 2026, sul forum BreachForums, l’utente p0ppin ha pubblicato un annuncio di vendita relativo a un presunto accesso amministrativo non autorizzato ai sistemi interni di una “Italian Car Company”. Come spesso accade in questo tipo di annunci, nessun riferimento…
Cyber NewsIvanti ha rilasciato una serie di aggiornamenti critici per arginare due vulnerabilità di sicurezza che hanno colpito Ivanti Endpoint Manager Mobile (EPMM). Si tratta di falle sfruttate attivamente in attacchi zero-day, una criticità tale da…
CulturaAlla fine degli anni 90, Internet era ancora piccolo, lento e per pochi. In quel periodo, essere “smanettoni” significava avere una conoscenza tecnica che sembrava quasi magia agli occhi degli altri. Non era raro che…
CulturaCerte volte, pensandoci bene, uno si chiede come facciamo a dare per scontato il mondo che ci circonda. Tipo, clicchiamo, scorriamo, digitiamo, e tutto sembra così naturale, quasi fosse sempre stato qui. E invece no,…
InnovazioneL’intelligenza artificiale è entrata nel lavoro senza bussare. Non come una rivoluzione urlata, ma come una presenza costante, quasi banale a forza di ripetersi. Ha cambiato il modo in cui le persone lavorano, sì, ma…