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10 su 10! La Backdoor nella libreria XZ Utils mette gli utenti Linux in pericolo

10 su 10! La Backdoor nella libreria XZ Utils mette gli utenti Linux in pericolo

31 Marzo 2024 16:18

Venerdì, RedHat ha diffuso un “avviso di sicurezza urgente” riguardante due versioni compromesse della ben nota libreria di compressione dati XZ Utils, precedentemente nota come LZMA Utils.

Queste versioni, 5.6.0 e 5.6.1, sono state individuate come ospitanti un backdoor progettato per permettere l’accesso non autorizzato da remoto. L’identificativo CVE-2024-3094 assegnato a questa vulnerabilità è stato valutato con il massimo punteggio di gravità, 10,0, indicando un rischio estremamente alto.

Il codice malevolo inserito nelle librerie modifica il comportamento del demone sshd per SSH tramite systemd, aprendo la porta per potenziali accessi non autorizzati al sistema da remoto. La scoperta di questa backdoor è stata attribuita ad Andres Freund di Microsoft, il quale ha individuato il codice dannoso introdotto nel progetto Tukaani su GitHub da un utente noto come JiaT75. È stato notato che il codice è stato inserito nel corso di quattro commit nel repository Tukaani, ma ciò che suscita maggiore preoccupazione è che questi commit sono stati fatti durante un periodo di diverse settimane, sollevando interrogativi sulla possibile complicità o compromissione del committente.

In risposta a questa minaccia, GitHub, proprietario della piattaforma di sviluppo, ha prontamente disabilitato il repository XZ Utils gestito da Tukaani per violazione dei termini di servizio. Nonostante non ci siano segnalazioni di sfruttamento attivo fino ad ora, la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) degli Stati Uniti ha emesso un avviso urgente, invitando gli utenti a effettuare il downgrade di XZ Utils a una versione non compromessa, come la stabile XZ Utils 5.4.6.

Questo incidente non ha impatto solo sugli utenti di Red Hat, ma coinvolge anche altre distribuzioni Linux. Anche se le prove indicano che i pacchetti compromessi sono presenti principalmente in Fedora 41 e Fedora Rawhide, sono stati segnalati casi anche in altre distribuzioni come Kali Linux, openSUSE Tumbleweed e MicroOS, nonché le versioni testing, unstable e sperimentali di Debian. In risposta, agli utenti di Fedora Linux 40 è stato consigliato di effettuare il downgrade alla versione 5.4 di XZ Utils per mitigare il rischio.

Questo episodio ha sollevato preoccupazioni significative all’interno della comunità della sicurezza informatica e ha evidenziato l’importanza di una rigorosa gestione della catena di approvvigionamento del software e della sicurezza dei progetti open source.

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