
Quanto volte abbiamo detto che su internet, i sistemi di amministrazione non devono essere esposti? Purtroppo questa cultura non è da tutti, e molti sistemi operativi restano aperti a chiunque voglia violarli in modo completamente in vista, su internet.
Questa volta, è stato pubblicato un file all’interno di un sistema di file sharing che contiene una collection di 21.000 indirizzi IP che espongono il Remote Desktop Protocol (porta 3389) in Italia. Non che questi facciano notizia (su shodan oggi in Italia ne vengono conteggiati 27.000), ma così ben ordinati e “ciclabili” e scaricabili in un click, non è cosa da poco.

Esporre il Remote Desktop Protocol (RDP) direttamente su Internet senza adeguata protezione è estremamente rischioso per diversi motivi:


Se hai la necessità di utilizzare il Remote Desktop Protocol (RDP) su Internet per accedere ai tuoi sistemi remoti, è fondamentale adottare misure di sicurezza robuste per proteggere gli endpoint e prevenire accessi non autorizzati. Ecco alcune strategie avanzate da considerare:

Implementando queste strategie avanzate, puoi utilizzare RDP su Internet in modo sicuro e proteggere i tuoi sistemi remoti da minacce informatiche e accessi non autorizzati. Ricorda sempre di mantenere la sicurezza come priorità assoluta e di adottare le migliori pratiche per proteggere i tuoi dati e la tua infrastruttura da potenziali rischi.
Roberto Beneduci, CEO di Coretech da dei consigli su come comprendere se la vostra macchina è sotto attacco e su come proteggerla al meglio. “2 consigli pratici a chi ha un RDP aperto. Il primo è quello di andare su Windows nel registro Eventi Security e verificare se trova tanti eventi con icona del lucchetto corrispondenti all’ ID Evento numero 4625. Se riscontrate molti di questi messaggi significa che stanno tentando di fare un brute force al vostro server. L’errore infatti indica che l’autenticazione non è riuscita. E’ questione di tempo e potreste trovarvi la sorpresa presto Il secondo consiglio, più pratico se non potete fare connessione RDP via VPN come suggerito nell’articolo è quello di valutare soluzioni come Tsplus che rende disponibile RDP over HTTPS con autenticazione a due fattori, ad un costo decisamente abbordabile per tutti.”
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

DirittiDopo aver analizzato nei precedenti contributi il perimetro dei reati informatici e i rischi legati alle manovre di difesa attiva, è necessario compiere un ultimo passo verso la comprensione della cybersecurity moderna ovvero il passaggio…
Cyber ItaliaSi è concluso la scora settimana, presso la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Vibo Valentia, il corso di formazione specialistica in OSINT – Open Source Intelligence, rivolto agli operatori della Polizia Postale.…
Cyber ItaliaPoco fa, l’Università La Sapienza intorno alle 12:28 ha confermato di essere stata vittima di un attacco informatico che ha costretto al blocco temporaneo di tutti i sistemi digitali dell’ateneo. A darne informazione è il…
CybercrimeSe vi state chiedendo quanto sia grande 31,4 terabit al secondo, la risposta pratica è: abbastanza da far sembrare “un problema di rete” quello che in realtà è un problema di ecosistema. Perché il punto…
Cyber ItaliaLa mattina di lunedì 2 febbraio si è aperta con una notizia inattesa per studenti, docenti e personale della Sapienza Università di Roma. I principali servizi digitali dell’ateneo sono risultati improvvisamente irraggiungibili, generando incertezza e…