Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

34.000 impianti solari a rischio hacker: la sostenibilità ha un lato oscuro

15 Giugno 2025 10:27

Mentre i pannelli solari stanno entrando a far parte della nostra vita quotidiana, aumentando la sostenibilità energetica e riducendo l’impronta di carbonio, il loro lato digitale sta diventando pieno di vulnerabilità. Gli specialisti di Forescout Research hanno scoperto un problema su larga scala: oltre 34.500 dispositivi di gestione dell’energia solare rimangono accessibili da Internet e sono vulnerabili a potenziali attacchi. L’elenco include inverter, logger, monitor, gateway e altri componenti di 42 produttori.

Questa apertura è essenzialmente dovuta alla comodità: gli utenti vogliono consultare online le statistiche sulla produzione energetica. Tuttavia, ciò che è comodo per i proprietari è comodo anche per gli aggressori. Attraverso servizi come Shodan, chiunque può individuare i dispositivi connessi alla rete e, se presenti vulnerabilità note, utilizzarli per gli attacchi.

Secondo il rapporto, Forescout ha identificato 46 nuove vulnerabilità e ne ha documentate altre 93 già note. Inoltre, alcuni dispositivi presentano vulnerabilità note almeno dal 2014, ad esempio gli inverter SMA Sunny Webbox, che presentano ancora una vulnerabilità hard-coded .

I dispositivi più vulnerabili appartengono ai seguenti produttori: SMA Solar Technology (12.434 dispositivi), Fronius International (4.409), Solare Datensysteme (3.832), Contec (2.738) e Sungrow (2.132). Tuttavia, l’elenco non include i principali operatori per quota di mercato, come Huawei e Ginlong Solis. Ciò significa che l’elevato grado di vulnerabilità non è necessariamente una conseguenza delle dimensioni del produttore, ma piuttosto dell’architettura di specifici dispositivi e delle configurazioni utente.

La geografia del problema riguarda principalmente l’Europa: il 76% di tutti i sistemi vulnerabili si trova lì. Inoltre, Germania e Grecia forniscono ciascuna il 20%. Seguono Asia (17%), America (5%) e altri Paesi (2%). Tale concentrazione in Europa è spiegata sia dal livello di implementazione della generazione solare sia dalla configurazione specifica delle reti locali.

Gli esperti sottolineano che la presenza di un dispositivo in rete non è di per sé un bug, ma il risultato di azioni intraprese dagli specialisti IT, ad esempio l’impostazione del port forwarding. Nonostante i produttori sconsiglino di aprire le interfacce di gestione a Internet, molti continuano a farlo.

Forescout ha inoltre registrato attività da almeno 43 indirizzi IP che attaccavano dispositivi SolarView Compact, tutti con versioni firmware obsolete, nessuna delle quali aggiornata. Gli IP attaccanti includevano nodi di botnet noti e punti di uscita di Tor, il che indica una varietà di minacce, dagli scanner automatici agli attacchi anonimi.

In seguito a incidenti come il massiccio blackout in Spagna, la possibilità di spegnere da remoto gli impianti solari è particolarmente elevata. Gli esperti sottolineano che la diffusione di inverter vulnerabili potrebbe minacciare la stabilità dell’intera infrastruttura energetica. E finché gli aggiornamenti firmware rimarranno disinstallati e le interfacce saranno aperte, i dispositivi rischiano di diventare armi per attacchi informatici.

Forescout raccomanda di interrompere immediatamente la connessione diretta dei dispositivi a Internet, di utilizzare VPN o reti segmentate e di garantire aggiornamenti tempestivi del firmware. In caso contrario, decine di migliaia di sistemi in tutto il mondo rimarranno un potenziale punto di ingresso per gli aggressori.

Ciò riporta alla mente i resoconti passati di alcuni dispositivi solari cinesi contenenti “apparecchiature di comunicazione inspiegabili”, contribuendo all’incertezza che circonda la sicurezza informatica nel settore energetico.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Campagna di phishing su Signal in Europa: sospetto coinvolgimento di attori statali
Bajram Zeqiri - 07/02/2026

Le autorità tedesche hanno recentemente lanciato un avviso riguardante una sofisticata campagna di phishing che prende di mira gli utenti di Signal in Germania e nel resto d’Europa. L’attacco si concentra su profili specifici, tra…

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…