
Questo accade dove la privacy è importante per le persone, ma non per le aziende.
Questo accade dove le persone si organizzano e vogliono migliorare le cose con forza. Ma in America non è la prima volta. Ricordiamoci della colossale Class Action di Equifax dopo il databreach del 2017, dove l’azienda fu costretta a sborsare 700 milioni di dollari.
Ma oggi, se fossi una delle quasi 77 milioni di persone colpite dalla violazione di T-Mobile dell’anno scorso, potresti avere qualche soldo in arrivo.
La società ha appena annunciato i termini di un accordo in una class action, e non è economico: 350 milioni di dollari da dividere tra clienti (e avvocati), più 150 milioni di dollari da implementare “per la sicurezza dei dati e la relativa tecnologia”.
Questa è una lezione per tutte le aziende: se sostieni la tua sicurezza informatica, on devi spendere 150 milioni di dollari per implementarla!
Tutto questo a seguito di un attacco informatico alla fine del 2020, quando sono state compromesse informazioni appartenenti a circa 76,6 milioni di persone. All’inizio del 2021, gli hacker hanno messo in vendita su Internet la base clienti di T-Mobile.
I criminali informatici hanno riferito di aver violato i server dell’operatore, incluso il server Oracle contenente i dati dei clienti.
Uno di loro ha spiegato di essere rimasto sbalordito dal terribile livello di sicurezza dell’azienda. È stato possibile hackerare la rete interna dell’azienda utilizzando gli strumenti pentest disponibili.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cyber ItaliaPoco fa, l’Università La Sapienza intorno alle 12:28 ha confermato di essere stata vittima di un attacco informatico che ha costretto al blocco temporaneo di tutti i sistemi digitali dell’ateneo. A darne informazione è il…
CybercrimeSe vi state chiedendo quanto sia grande 31,4 terabit al secondo, la risposta pratica è: abbastanza da far sembrare “un problema di rete” quello che in realtà è un problema di ecosistema. Perché il punto…
Cyber ItaliaLa mattina di lunedì 2 febbraio si è aperta con una notizia inattesa per studenti, docenti e personale della Sapienza Università di Roma. I principali servizi digitali dell’ateneo sono risultati improvvisamente irraggiungibili, generando incertezza e…
Cyber NewsBETTI RHC è un progetto editoriale e culturale ideato da Red Hot Cyber, realtà italiana punto di riferimento nel panorama della cybersecurity e della divulgazione tecnologica. Non si tratta di un semplice fumetto, ma di…
Cyber NewsMentre il cloud è diventato il cuore dell’economia digitale, l’Unione europea si trova davanti a una scelta storica: trasformare la certificazione cloud in uno strumento di sovranità o limitarsi ad un semplice controllo tecnico. Il…