Iniziano ad uscire sempre più informazioni intorno alla neonata ACN, ovvero l’Agenzia di cybersicurezza nazionale Italiana.
L’agenzia nasce dopo una lunga acquisizione di consapevolezza del comparto Italia, tanto da descriverlo nella bozza del decreto come “straordinaria necessità ed urgenza” di quelle che sono “misure tese a rendere il Paese più sicuro e resiliente anche nel dominio digitale”.
La giornata del 10 giugno 2021 è quindi una data storica per la cybersecurity italiana.
E’ il giorno in cui il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di cybersecurity, definendo l’architettura nazionale di cybersicurezza cibernetica.
Si parla di 530 milioni di euro a disposizione dell’agenzia entro il 2027 e una squadra di 300 persone (che aumenterà fino a 800 entro il 2027), come abbiamo visto nell’articolo di ieri.
Il decreto istituisce l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale che opererà sotto la responsabilità del Presidente del Consiglio dei ministri e dell’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica e in stretto raccordo con il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica.
Un organismo pubblico, con lo scopo primario del “coordinamento tra i soggetti pubblici coinvolti in materia di cybersicurezza a livello nazionale” e di promuovere “la realizzazione di azioni comuni dirette ad assicurare la sicurezza e resilienza cibernetiche per lo sviluppo della digitalizzazione del paese, del sistema produttivo e delle Pa, nonché per il conseguimento dell’ autonomia, nazionale ed europea, riguardo a prodotti e processi informatici di rilevanza strategica a tutela degli interessi nazionali nel settore”
Questo si legge nel decreto:
“L’Agenzia ha personalità giuridica di diritto pubblico ed e’ dotata di autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria, nei limiti di quanto previsto dal presente decreto. I regolamenti previsti dal presente decreto possono recare disposizioni anche in deroga alle norme vigenti, in relazione all’assolvimento delle funzioni di tutela della sicurezza nazionale nello spazio cibernetico attribuite all’Agenzia stessa e tenuto conto delle attività svolte in raccordo con il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica”
In particolare il decreto stabilisce che l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale opererà sotto la responsabilità del Presidente del Consiglio dei ministri e dell’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica e in stretto raccordo con il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e sarà tra l’altro incaricata di:
Il decreto inoltre:
E’ auspicabile che tutto questo non si riduca solamente ad effettuare solamente “governance”, perchè la cybersecurity è materia tecnica, e senza i tecnici (quelli che sanno fare la parte dei cattivi, quelli che vengono chiamati “white hat hacker”), non c’è governance che tenga.
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