
Negli ultimi mesi del 2023 in Asia un malware riusciva ad evadere la crittografia di dispositivi USB estraendo dati sensibili. Attualmente sembra che questo malware prenda di mira target europei e si stia portando ad una vera e propria ondata di attacchi nei nostri territori.
Secondo la testata Bleeping Computer, in un articolo dal titolo “New TetrisPhantom hackers steal data from secure USB drives on govt systems”, Kaspersky ha identificato mesi fa una minaccia che comprometteva la funzionalità delle unità USB a sicurezza avanzata con crittografia software.
Sul mercato è disponibile un’ampia varietà di unità USB con sicurezza avanzata. Questi tipi di dispositivi di archiviazione sono spesso utilizzati da aziende e governi, soprattutto quando dispongono di funzionalità di crittografia basate su software.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Kaspersky ha rilevato che un tipo specifico di unità USB crittografata tramite software, la cui marca e modello non sono stati divulgati, è stata presa di mira per anni da gruppi di criminali informatici. Si pensa che questo software crittografico dei dispositivi sia un codice comunemente utilizzato da molte case costruttrici. Come risultato si sono ottenuti furti di informazioni presumibilmente protette da password. Manco dirlo, i target più ghiotti sono sempre enti statali e governativi in quanto la leggerezza nell’operare sembra un comune denominatore a livello mondiale.
Le vittime secondo gli specialisti, sarebbero stati enti governativi della regione Asia Indo Pacifico. Considerata la sofisticatezza dell’attacco, tutto sembra indicare che si sia trattato di attività di spionaggio altamente mirate. Sottolineano inoltre che lo stesso metodo potrebbe essere stato utilizzato per rubare dati finanziari. L’Europa sembra essere il nuovo territorio di caccia privato di questo malware e attualmente forse gli obbiettivi di spionaggio si sono spostati verso casa nostra.
Vediamo com’è stato possibile compromettere le unità USB crittografate, e diamo un’occhiata ad alcuni aspetti interessanti del metodo utilizzato dai malintenzionati. I dispositivi di archiviazione in questione hanno una parte con copertura crittografata e un’altra parte senza, in cui è presente il software crittografico.
L’attacco inizia infettando il computer della vittima con un payload chiamato AcroShell. Questo, attraverso un server di controllo, scarica componenti dannosi che consentono di identificare il tipo di unità USB utilizzate dal bersaglio. Successivamente entra in azione un malware chiamato XMKR.
XMKR compromette la sicurezza delle unità USB sulla base di informazioni precedentemente rubate, colpendo direttamente i file sulla partizione non crittografata. Qui risiedono i motori che sono responsabili dell’apertura dei file crittografati. L’attacco è preposto per computer che utilizzano sistemi operativi Microsoft Windows.
Da Kaspersky sottolineano che gli autori malintenzionati ricorrono anche a tecniche di virtualizzazione per nascondere e proteggere il codice dannoso dei propri programmi. Questo per renderli quasi impercettibili dai sistemi di sicurezza. Allo stesso modo, metodi autoreplicanti si propagano nella rete informatica della vittima cercando nuovi obbiettivi da colpire.
In Europa stiamo già vivendo un ondata di attacchi di questo malware. I venti di guerra sono sempre più caldi in Europa. Si spera quanto meno che a livello istituzionale si prendano le dovute cautele. Sopratutto per proteggere la privacy e dati sensibili e sanitari dei cittadini, che sembrano essere sempre i meno tutelati sotto questo aspetto.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeNegli ultimi mesi si sta parlando sempre più spesso di un cambio di paradigma nel cybercrime. Quello che per anni è stato percepito come un ecosistema prevalentemente digitale — fatto di frodi, furti di identità,…
CybercrimeA volte, per disattivare la protezione di Windows non è necessario attaccare direttamente l’antivirus. È sufficiente impedirne il corretto avvio. Un ricercatore che si fa chiamare Two Seven One Three (TwoSevenOneT) ha pubblicato su GitHub…
CulturaQuando la sicurezza fallisce prima ancora dell’errore Questo testo nasce dall’esperienza diretta, maturata osservando nel tempo numerosi casi di frodi e incidenti informatici, in cui il fattore umano nella sicurezza è stato l’elemento che ha…
CulturaNel mondo della cybersecurity si parla spesso di attacchi, vulnerabilità, incidenti. Si parla meno di una variabile silenziosa che attraversa tutto il settore: la fatica. Non la stanchezza di fine giornata, ma una fatica più…
CyberpoliticaA volte le cose importanti non arrivano in conferenza stampa. Arrivano come un grafico che smette di respirare: la linea della connettività che crolla, l’OSINT che si inaridisce, il rumore che cresce perché il segnale…