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Apple e la guerra agli spyware: preziosissimi 0day scovati da un ricercatore anonimo su Safari e sul Kernel

Come sempre abbiamo detto, il caso della NSO group risulta solo la punta dell’iceberg di un mercato, quello dei Public Sector Offensive Actors (PSOA) che è sempre alla ricerca di preziosi 0day capaci di essere utilizzati per aiutare i governi a spiare terroristi e malfattori. Ma in altri casi per spiare persone comuni, dissidenti, giornalisti e altro ancora.

Questa volta si tratta di 2 falle ultra critiche segnalate e poi sistemate da Apple e pensate, l’azienda ha riportato che il ricercatore ha voluto rimanere anonimo.

Apple ha rilasciato aggiornamenti ai suoi prodotti che, tra le altre cose, risolvono due vulnerabilità zero-day già utilizzate dagli aggressori per hackerare iPhone, iPad e Mac.

Entrambe le vulnerabilità sono le stesse per tutti e tre i sistemi operativi e sono state corrette in macOS Monterey 12.5.1 e iOS 15.6.1 e iPadOS 15.6.1. L’elenco dei dispositivi per i quali rappresentavano un pericolo si presenta così:

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  • Mac con macOS Monterey;
  • iPhone 6s e successivi;
  • iPad Pro (tutti i modelli), iPad Air 2 e successivi, iPad 5a generazione e successivi, iPad mini 4 e successivi e iPod touch (7a generazione).

Il primo bug è identificato come CVE-2022-32894 ed è un problema di scrittura fuori del limite nel kernel del sistema operativo. 

Gli sviluppatori spiegano che qualsiasi applicazione (comprese quelle dannose) può utilizzare questa vulnerabilità per eseguire codice arbitrario con privilegi del kernel. Poiché questo è il più alto livello di privilegio, il processo è in grado di eseguire qualsiasi comando sul dispositivo, ottenendo effettivamente il pieno controllo su di esso.

Il secondo bug, CVE-2022-32893, è anche un problema di scrittura fuori limite, ma in WebKit (il motore utilizzato da Safari e altre applicazioni che possono accedere a Internet). 

Apple afferma che questa vulnerabilità consente anche l’esecuzione di codice arbitrario. Poiché la vulnerabilità è stata rilevata in un motore web, è probabile che possa essere sfruttata da remoto, semplicemente visitando un sito dannoso.

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Purtroppo, Apple non fornisce alcun dettaglio sullo sfruttamento di questi problemi in veri e propri attacchi, ma sottolinea che gli hacker potrebbero già utilizzarli. Si può presumere che le vulnerabilità d0day siano state utilizzate in attacchi mirati, come spesso accade con i bug nei dispositivi Apple.

Vale la pena notare che a seguito delle patch per il sistema operativo, gli ingegneri dell’azienda hanno rilasciato un aggiornamento separato per il proprio browser (Safari 15.6.1 per macOS Big Sur e Catalina), in cui hanno eliminato lo stesso 0day in WebKit – CVE-2022 -32893.

“L’elaborazione di contenuti Web dannosi può portare all’esecuzione di codice arbitrario. Apple è consapevole del possibile sfruttamento attivo di questo problema”

ha avvertito l’azienda.

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